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COPPA ITALIA

Una coppa per due: Sarri per l’Europa e Chivu per il double, la finale è irripetibile

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Maurizio Sarri e Cristian Chivu

Lazio Inter di Coppa Italia è una partita importante per ambedue le formazioni: da una parte, i biancocelesti di Sarri si giocano la partita dell’anno, dall’altra, i nerazzurri di Chivu inseguono la doppietta, dopo aver già trionfato in Serie A, che sarebbe storica per un allenatore al primo anno come il rumeno.

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Come sottolinea il CdS nella sua edizione odierna, ci troviamo di fronte a una finale irripetibile. L’Inter gioca per il “double” e per conquistare la stellina d’argento che varrebbe la decima Coppa Italia, con la festa per la doppietta che si consumerebbe domenica a San Siro dopo il match con il Verona. Una doppietta che manca da 16 anni, dal 2010, quando in panchina sedeva un certo José Mourinho.

Per la Lazio, invece, si tratterebbe dell’ottava Coppa Italia della sua storia, ma soprattutto significherebbe la qualificazione alla prossima Europa League, traguardo insperato a inizio stagione. Si tratterebbe di un capolavoro nato da un aborto calcistico, un’intuizione nata dal nulla ma sostenuta col tempo e nel tempo. Le difficoltà dell’estate, il mercato bloccato, le divergenze a inizio campionato, poi ancora lo smantellamento nel mercato di gennaio e i nuovi arrivati.

Per il Comandante si tratta di un’occasione unica: sarebbe il suo primo trofeo con la Lazio, la sua prima Coppa Italia in carriera, dopo la sconfitta ai rigori nel 2020 con il Napoli di Gattuso. All’epoca guidava la Juventus e riuscì a vincere uno scudetto complicato, a fine ciclo, con una squadra di campioni. Il suo futuro è ancora incerto, ha un contratto fino al 2028 ma chissà. In panchina non ci sarà perché squalificato, ma dalla tribuna monitorerà tutto. I tifosi torneranno a riempire l’Olimpico, la Curva Nord, anche fosse solo per una notte. Tutti al fianco della Lazio, per un’impresa insperata.

La Lazio è approdata in finale avendo vinto solo uno dei quattro match giocati nei tempi regolamentari: all’esordio stagionale nel torneo, contro il Milan, grazie all’1-0 firmato da Zaccagni. Poi, nelle tre partite successive, al 90’ il verdetto era stato di parità e il passaggio del turno giunse grazie ai calci di rigore.

L’Inter ha battuto invece Venezia e Torino, poi nel doppio confronto con il Como è stato decisivo il 3-2 di San Siro con annesso spettacolare ribaltone ai lariani, che all’andata avevano imposto lo 0-0 ai neo campioni d’Italia.

Nelle ultime tre finali di Coppa Italia, i giochi sono sempre stati chiusi nei tempi regolamentari. L’ultima volta che si arrivò ai supplementari, nel 2021/22, fu proprio l’Inter a servirsi dei tempi supplementari come trampolino di lancio verso il trionfo. La Lazio, invece, è stata l’ultima squadra capace di vincere una finale con più di un gol di scarto al 90’: lo fece nel 2-0 all’Atalanta allora guidata da Gasperini.

Domani sera, all’Olimpico, ambedue gli allenatori vorranno aggiungere un trofeo in più alla loro bacheca, impreziosendo la stagione.

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Sono un copywriter e autore per il web, con una forte passione per la scrittura e la comunicazione digitale. Mi occupo di contenuti legati a sport, cultura pop, attualità e sostenibilità, cercando sempre di unire chiarezza, ritmo e attenzione al lettore. Scrivere per me è sia un mestiere che un modo per raccontare e interpretare il presente

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