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MENDICINO LAZIO INTERVISTA – Una lunga trafila nel settore giovanile e poi l’esordio in prima squadra nella stagione 2007/’08. Questa è stata la parabola in biancoceleste del centravanti Ettore Mendicino, classe ’90. Punta dotata di una forza fisica esplosiva. Dopo un paio di stagioni alla Lazio, l’attaccante è stato girato al Crotone prima di finire all’Ascoli. Nella sua carriera ha militato in diverse squadre della serie cadetta fino al campionato appena terminato in cui ha vestito la maglia del Rimini in Serie C. In una lunga chiacchierata ai microfoni di gianlucadimarzio.com, Mendicino ha ripercorso la sua ultima stagione interrotta prematuramente causa Covid-19. Ecco le sue parole.

Le decisioni degli organi federali

“Per alcune decisioni prese degli organi federali ho perso il mio posto di lavoro. È stato un anno davvero complicato, la pandemia ha stravolto qualsiasi tipo di programma di vita, calcio compreso. Alla fine, nel nostro mondo, ci hanno rimesso davvero in pochi! Bisognava tutelare i giocatori e le società e nel caso della squadra per cui ho giocato fino a qualche mese fa, il Rimini, non si è verificato né uno né l’altro aspetto”.

Le difficoltà del Rimini

Si era detto che si sarebbe rispettato il format? Credo non sia stato fatto: playoff facoltativi e playout completati nel giro di pochissimo tempo, giusto qualche giorno. Non si poteva evitare di decretare le retrocessioni a tavolino a marzo quando si sa che tante squadre poi in estate non si iscrivono al campionato successivo. Il Rimini è una società che pagava sempre, il presidente era una persona seria. Dopo tutta questa confusione ha deciso di lasciare e vendere, si era stufato. Insomma, una beffa”.

La speranza per il futuro

“Mi auguro con tutto me stesso che le nuove persone a capo del Rimini possano sfruttare l’occasione del ripescaggio, lo dico per il bene del club. E ovviamente mi auguro che qualora si dovesse verificare questo scenario, ci possa essere la possibilità per chi ha indossato questa maglia fino ad aprile di riprendere il percorso interrotto sul campo. In una situazione di tale difficoltà causa Covid-19 c’è gente è stata licenziata nel mondo del calcio. C’è gente in cassa integrazione che però non ha ancora ricevuto nulla. Io mi alleno tutti i giorni e sto bene, non vedo l’ora di tornare in pista”.

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