LAZIO NELLE SCUOLE – Torna l’importante appuntamento della Lazio, impegnata con il tour in alcune scuole della Capitale. Oggi, giovedì 15 novembre, alcuni calciatori biancocelesti sono stati ospiti all’Istituto Comprensivo Artemisia Gentileschi di via dei Glicini 60 di Roma per proseguire nell’iniziativa di successo fortemente voluta dal Presidente Claudio Lotito volta alla promozione della formazione della cultura sportiva. Dopo aver firmato gli autografi, i giocatori hanno risposto alle domande dei bambini. Alla fine dell’evento i piccoli alunni e gli insegnanti sono stati invitati all’Olimpico.

LE DOMANDE

CAICEDO – “Dobbiamo combattere la violenza. Dobbiamo apprendere tutto quello che la scuola ci insegna.
Prima della partita mangiamo pasta, il giorno prima soprattutto assumiamo tanti carboidrati. Poi mangiamo pollo e altre cose non tanto pesanti.
Nella squadra siamo tutti amici? No! Non andiamo a mangiare sempre insieme, non usciamo insieme, ma comunque siamo affiatati in campo e combattiamo come una famiglia. Penso che non sia importante essere grandi amici per vincere.
Non rispettiamo sempre il fair play perché durante la partita sei a mille e non sempre rispetti le regole. Comunque è sempre importante pensare e tenere presente il fair play.
Nella Lazio non ci sono mai stati episodi di bullismo. Secondo me non è bello che avvenga nel calcio e neanche nelle scuole.
C’è competizione tra di noi, è normale. Se non ci fosse sarebbe difficile. Così facendo mettiamo in difficoltà il mister. Comunque è una competizione buona.
Noi siamo sempre concentrati, anche quando la nostra tifoseria commette brutti atti. Noi pensiamo a far vincere la squadra.
Preso in giro perché straniero? Se qualcuno viene a dirmi qualcosa ci deve pensare due volte!
Io gioco a calcio da quando sono piccolo, è sempre stato il mondo sogno e adesso sono molto contento perché per me ha un valore molto importante. Ringrazio Dio per avermi dato questa opportunità”.

ROSSI – “Ci è capitato di avere degli atteggiamenti di bullismo. L’arma migliore è l’indifferenza. Il bullismo lo usa chi vuole sentirsi grande.
Essere ammonito? Purtroppo quest’anno non mi è ancora capitato! Quando succede pensi che devi stare più attento perché altrimenti lasci la squadra in 10.
Inizialmente giocavo a basket e rugby invece poi quando ho conosciuto il calcio ho capito che era quello che cercavo. A volte pensi di mollare tutto perché non è facile, ma se riesci a tenere duro e non mollare mai piano piano il successo arriva.
Cosa si prova ad essere un campione? Io ancora non lo sono ma è un sogno. Uno si sente sempre un ragazzo che deve migliorare e diventare qualcuno.
Ci guardano tante persone, tanti bambini… Noi dobbiamo essere da esempio e comportarci bene per non farvi crescere con idoli sbagliati.
Non ci sono mai capitati episodi di bullismo. A volte possono capitare degli scontri ma mai violenti.
Quando si perde un derby c’è delusione perché noi abbiamo lavorato e sudato per vincere e non ci siamo riusciti. Poi comunque ci dispiacere deludere la nostra gente.
Il fair play deve esserci sempre, bisogna rispettare le regole in campo. Bisogna comportarsi in modo giusto e onesto.
Con i giocatori delle altre squadre c’è amicizia, a volte possono esserci degli scontri.
Nel mondo del calcio spesso ci sono bullismo e razzismo, per fortuna nella Lazio non è mai successo. Quando ero piccolo mi sono capitate alcune situazioni, ma l’indifferenza è l’arma migliore. Non bisogna neanche sentirle e in un attimo passa.
Nella squadra ci sono nazionalità diverse, ma la cosa importante è capisci dentro il campo. Io parlo anche spagnolo e inglese quindi posso parlare con tutti.
So parlare francese ma mi piace anche lo spagnolo. La lingua più importante comunque è l’inglese e dovremmo impararla tutti.
Prima della partita mangio un po’ di pasta e carne o bresaola. Ognuno mangia quello che lo fa sentire meglio in partita.
Lo sport mi ha aiutato tanto con il fair play perché, come la scuola, ti dà delle linee da seguire. Piano piano inizi a comportarti con rispetto ed educazione”.

PATRIC – “Abbiamo dei nutrizionisti che ci danno dei consigli sull’alimentazione. Dobbiamo mangiare i giusti carboidrati, le giuste proteine… La giusta alimentazione fa essere lucidi in campo. Ci sono varie cose da fare, come mangiare tanta verdura.
Vogliamo vincere sempre le partite, siamo professionisti e siamo “obbligati” a vincere perché giochiamo in una grande società. Quando perdiamo la prendiamo male perché non abbiamo fatto il nostro lavoro, ma comunque serve a prepararsi per la gara successiva.
Abbiamo delle divergenze con giocatori di altre squadre, è normale. Quando siamo in campo sappiamo che tutto rimane là e quando finisce la partita ci diamo la mano.
Per essere una grande squadra devono andare tutti sulla stessa strada. Per guadagnare titoli bisogna affrontare i tanti momenti difficili come una famiglia.
Gli insulti dei tifosi dell’altra squadra? Noi dobbiamo pensare al campo. Sappiamo che a volte ci sono parole che non ci piacciono ma dobbiamo dimenticarle.
Qualcuno si è arrabbiato con me per un tiro sbagliato, ma anche io mi arrabbio quando succede.
Quando vinciamo siamo felici per aver raggiunto l’obiettivo e c’è anche più motivazione.
Dopo la partita siamo stanchi, facciamo un grande sforzo”.

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