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Lazio, quale futuro per Sarri e per il club?

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Maurizio Sarri

Un’altra stagione da dimenticare. Un’altra stagione da salvare. Ma se il presente biancoceleste conserva ancora una speranza, quella legata all’eventuale pass per la finale di Coppa Italia, il futuro è difficile da interpretare. I rumors sulla possibile cessione del club si rincorrono freneticamente, alimentati dalla pesante protesta del popolo laziale. Anche la sorte di Maurizio Sarri è incerta. Quale futuro per lui? Quale futuro per Lotito? Quale futuro per una società con 126 anni di storia? Le notizie si susseguono. Il tecnico chiede garanzie sul futuro, una colonna della squadra si prepara all’addio, il club potrebbe conoscere una nuova presidenza. Ma tutto è terribilmente incerto. Intanto la stagione si prepara alla fase finale. Le aquile possono provare l’ultimo assalto.

Lazio, sin dove è possibile arrivare in classifica

Otto partite alla fine, 34 punti in classifica e nove lunghezze dalla zona Conference occupata attualmente dalla Roma. Arrivare in Europa sembra impossibile. O estremamente complicato. In ballo 24 punti per il sesto posto. Ma da qui all’ultima giornata dipenderà solo dalle ultime otto del calendario biancoceleste: quattro all’Olimpico, quattro in trasferta. I biancocelesti saranno impegnati in casa contro Parma, Udinese, Inter e Pisa. In trasferta contro Fiorentina, Napoli, Cremonese e Roma. Un calendario che vedrà il derby alla penultima giornata: match che avrà sicuramente a che fare con le quote maggiorate che trovi su scommesse.org insieme ad altri incontri dei biancocelesti nelle prossime settimane. La stracittadina della capitale sarà il solito match aperto a tutto in cui le quotazioni delle romane sembrano vivere in maniera autonoma. Tutto è possibile, tutto è impossibile.

Cessione del club: cosa c’è di vero?</h2> 

Il finale di stagione biancoceleste si tinge di rosso. Un po’ come i conti che hanno condizionato l’inizio di campionato dal mercato bloccato. Lotito è davvero pronto a cedere? Niente di certo. Di vero c’è solo l’ultimo comunicato ufficiale della società biancoceleste che comunica le reali intenzioni del club. Parole chiare e inequivocabili, quelle del 26 febbraio, che chiariscono, o forse chiarivano in modo categorico, le notizie circolate sui media in merito alla vendita della Lazio. Notizie che hanno alimentato ancor di più la protesta del popolo laziale, che pretende trasparenza e rispetto. Tutto è in divenire. Per adesso c’è da giocarsi un finale di stagione con la speranza remota di centrare l’Europa.

Sarri e un futuro incerto

L’orizzonte biancoceleste non riguarda solo la società di Lotito ma anche quella del tecnico biancoceleste. Sarri chiede garanzie sul futuro. Le tensioni tra i due si sono inasprite dopo il mercato di gennaio, obiettivamente insufficiente per competere in campionato con le pari grado. Il contratto del tecnico scade nel 2028. Per avviare un nuovo ciclo servono rinforzi. Ma c’è ancora da risolvere il nodo del costo del lavoro allargato per sbloccare il calciomercato biancoceleste. Intanto il collettivo di Sarri è pronto a perdere pezzi. L’ultimo potrebbe essere quasi sicuramente Mario Gila. Attorno a lui il valzer Milan-Inter che si contendono il difensore spagnolo classe 2000. E poi c’è Romagnoli.

Senza alcuna garanzia non si va lontano. Difficile trattenere Maurizio Sarri con l’idea di ricominciare esattamente come tutto è finito. O forse anche peggio. L’unica possibilità per trattenere il tecnico di Napoli sarebbe conquistare la Coppa Italia e centrare l’Europa League, in concomitanza con alcune cessioni, tra cui proprio quelle di Gila, che potrebbero fruttare una buona plusvalenza al club di Lotito. Ipotesi, possibilità, teorie. Capire gli umori dei protagonisti è quasi un obbligo. Riuscire a farlo è complicato. Sarri, nel post partita contro il Sassuolo, aveva lanciato giusto qualche segnale.

“”Non lo so, a fine campionato ci riuniremo”, aveva sottolineato il tecnico dopo il 2-1 contro gli emiliani, “Ma questa rosa va rinforzata per essere all’altezza della storia della Lazio”. “L’atteggiamento nostro è sempre positivo nonostante le difficoltà infinite che affrontiamo e che non sono ancora sono finite, come dimostra l’assenza dei tifosi che per un calciatore credo sia avvilente”. Poi c’è stato il break contro l’Inter fortemente voluto proprio dal tecnico. Ma da qui alle fine è ancora impossibile decifrare il futuro del club e di tutti suoi uomini, presidente in primis. Un cubo di Rubik che deve ancora trovare l’incastro perfetto.

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