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Lazio, “resiste” solo Murgia: da Cataldi a Miceli, i giovani romani diventano ‘big’ altrove

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LAZIO GIOVANILI CATALDI MURGIA MICELI – Negli ultimi anni il mondo del calcio è cambiato notevolmente, e con lui anche le sue dinamiche: questo sport è diventato una fonte di ‘business’ straordinario sia per le società che per la miriade di ‘stakeholders’ ad esso collegati. Tutto ciò ha portato a vere e proprie rivoluzioni all’interno delle squadre e la prima conseguenza è stata l’aumento di giocatori stranieri nelle rose: in ogni sessione di mercato si cerca il colpo ad effetto fuori dai confini nazionali a discapito delle risorse “interne”. E la Lazio non è da meno: i tifosi biancocelesti aspettano da parecchio tempo l’affermarsi di un “nuovo” Alessandro Nesta, un capitano forte e romano, un tifoso in campo. Eppure nel 2015 l’illusione di un cambiamento c’era stata: era il 9 marzo e Danilo Cataldi negli ultimi minuti di Lazio-Fiorentina (partita vinta 4-0) prendeva da Stefano Mauri la fascia di capitano. Il popolo laziale ha vissuto quel momento come un “passaggio di consegna”, ma da quel giorno qualcosa sembra essersi rotto.

DA CATALDI A PALOMBI – La generazione vincente della Primavera biancoceleste di qualche anno fa era ricca di talenti romani e tifosi della Lazio: oltre a Danilo, infatti, vi erano Palombi e Lombardi. Il primo ha giocato qualche minuto in Europa League, prima di trasferirsi in prestito alla Salernitana, l’altro ha debuttato (con gol) in Serie A due stagioni fa ma poi l’anno scorso ha giocato a Benevento. Tutti e tre i giovani sono rientrati a Formello ma difficilmente Simone Inzaghi li tratterà: per loro si prospetta un futuro lontano dalla capitale, tra prestiti o cessioni definitive (Cataldi è atteso a Sassuolo nello scambio per arrivare ad Acerbi). Un destino comune, un percorso di crescita biancoceleste che però, al bivio finale, prende una strada diversa: l’unico “scampato” a questa triste consuetudine è Alessandro Murgia, prima alternativa a centrocampo per Inzaghi. L’ “eroe” della Supercoppa è l’ultimo baluardo di “lazialità”, un giocatore con ancora molti margini di miglioramento ma pronto a vivere gli anni della maturità con l’aquila sul petto.

LE FUTURE GENERAZIONI – A proposito di maturità: Alessio Miceli, capitano della Primavera la scorsa stagione, ha finito gli esami proprio questa settimana ma dal punto di vista calcistico la sua scelta l’aveva già compiuta. Il primo contratto da professionista non sarà con la Lazio, nonostante gli apprezzamenti della società e il debutto in prima squadra durante la partita casalinga di Europa League contro il Vitesse. Chissà se farà scelte diverse Nicolò Armini, vice campione d’Europa U17 e pronto alla sua prima stagione in ‘Primavera’ con la Lazio: il ruolo è lo stesso di Nesta, suo idolo di quando era bambino. Da Alessandro a Nicolò, da un difensore ad un altro: il cerchio della ‘lazialità, potrebbe trovare (finalmente) il suo punto di chiusura.

Marco Barbaliscia

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