NUMERI E CURIOSITA’Lazio e Verona: sfida da ultima spiaggia all’Olimpico. Due squadre con ambizioni diverse, ma con la stessa acqua alla gola. I biancocelesti hanno bisogno dei tre punti per non perdere ulteriore terreno sul quinto posto, ora a 11 punti. Gli scaligeri dal canto loro venderanno cara la pelle: la salvezza resta quasi un miraggio, ma cinque risultati utili consecutivi permettono alla fiammella della speranza gialloblu di rimanere accesa. Nell’impianto romano si incrociano due squadre che hanno nei rispettivi reparti d’attacco uno dei problemi più grandi di questa stagione, soprattutto nel primo tempo.

INCUBO PRIMO TEMPO – Due tempi da 45 minuti intervallati da un break di 15 minuti, recita lapidario il regolamento del calcio. Una delle norme basilari, che la Lazio vorrebbe quantomeno modificare ed adattare alle esigenze di questa stagione. Ipotesi ovviamente impossibile, ma le impietose statistiche fanno volare la fantasia. Perché in questa stagione nei primi tempi la Lazio ha segnato solamente 7 gol, “conquistandosi” il non invidiabile ruolo di peggiore della Serie A. La truppa biancoceleste non vince un primo all’Olimpico da 7 giornate e in più nelle ultime 13 gare ha chiuso i primi 45 minuti senza segnare in 11 occasioni. Disastrosa la classifica dei soli primi tempi: fin qui “raccolti” 24 punti, solo uno in più rispetto alla zona retrocessione Ma se le partite durassero solo i 45 minuti del secondo tempo? Nella ripresa la Lazio detta legge, l’ipotetica classifica reciterebbe -2 dal terzo posto, posizione più consona alle ambizioni biancocelesti di inizio stagione.

STESSA SORTE – Non se la passa meglio il Verona, che non vince fuori casa da 14 partite, e incontra le stesse difficoltà della Lazio nei primi tempi. Gli scaligeri infatti non hanno mai trovato la via del gol nell’arco della prima frazione nelle gare esterne, non trovando mai la rete su azione, nemmeno nel secondo tempo. I gialloblu detengono anche un primato negativo, che la Lazio si augura di non eguagliare: sono quattro le partite consecutive in cui la squadra veneta è rimasta senza segnare. Tabù ora interrotto, palla ai biancocelesti, che non vedono l’ora di buttarla in rete: sono tre i match che vedono la voce “Gol Fatti” ferma a zero. Il paradosso sta nel numero dei cross effettuati dai biancocelesti: di media 29 a partita, nessuno fa meglio in campionato. Segue proprio il Verona, che si ferma a 24. Oltre a vedersela con la sterilità dei suoi attaccanti, Pioli dovrà fare i conti anche con il nemico Delneri, mai battuto negli incroci diretti (3 pareggi e una sconfitta). Questa sera all’Olimpico, nel bene o nel male, non sbagliare l’approccio sarà cruciale.

Gian Marco Torre

Per le statistiche si ringrazia Lazio Page

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