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LaPresse
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LAZIO ATALANTA PAGELLE – Brutto passo falso per la Lazio allo stadio Olimpico. La formazione di Simone Inzaghi, alla prima partita casalinga della nuova stagione, esce sconfitta per 4-1 dall’Atalanta in un match mai in discussione. Doppietta per Gomez, per i biancocelesti il gol della bandiera è di Felipe Caicedo. Queste le pagelle del nostro direttore, Paolo Cericola.

Lazio Atalanta, le pagelle di Paolo Cericola

Strakosha 5 Decisivo in un intervento che tiene a galla la squadra nel primo tempo, nella ripresa si deve arrendere a Gomez e compagni
Patric 5 Soffre la velocità degli avanti bergamaschi, lasciato troppo solo fa tanta fatica. Lascia due metri a Gomez che lo punisce sull’1 a 4.
Acerbi 6 Il migliore. Annulla Zapata in ogni giocata. Legge tutto in anticipo scuotendo anche i compagni
Radu 5 La spinta continua di Hateboer lo manda spesso fuori fase. Non riesce a chiudere la spinta orobica. Esce per un fastidio muscolare
Lazzari 5 Troppo timido contro avversari forti nella spinta e nella chiusura. Non punge mai e quando ha l’occasione sbaglia la misura
Luis Alberto 5 Troppo nervoso. Non trova mai le giuste geometrie anche perché Gasperini gli piazza addosso Freuler che lo bracca in ogni zona del campo
Leiva 5 Ancora indietro di preparazione e si vede. Prende il giallo per un fallo a palla ormai fuori portata che testimonia la sua difficoltà fisica
Milinkovic 5 Parte anche bene, ma con il passare dei minuti si spegne. Unica luce l’assist a Caicedo.
Marusic 5 Il migliore a Cagliari viene annientato dalla spinta di Hateboer che lo annulla regalandogli anche brutte figure.
Caicedo 6 Lotta come un leone su ogni pallone. Mette dentro il goal della speranza, ma è solo una fiammata
Immobile 5,5 Si muove molto, ma di palle giocabili ne prende poche. Colpisce la traversa in mischia.
Inzaghi 5 La sua Lazio regge 12 minuti poi l’Atalanta trova il vantaggio al primo affondo e prende in mano il match annichilendo la Lazio. Toglie dal campo dopo 25 minuti della ripresa anche i big alzando bandiera bianca!

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Nella notte dei tempi, era il 1994, decisi che il giornalismo doveva essere la mia strada; così è stato. Ho iniziato con il nuoto poi il calcio dei grandi. Ho consegnato giornali nei bar, nei circoli, per strada, annusando il profumo delle rotative ed il fascino della stampa su carta. Mondiali, europei, Nazionale, il miglior momento del calcio Nazionale con le ‘7 sorelle’....non mi sono fatto mancare nulla. Ho lavorato per il Corriere dello Sport, il Tempo, il Giornale, l’agenzia di Stampa Dire, Radio Incontro e dal 1997 sono inviato di Radio Radio. L’unico hobby che ho coltivato ed al quale non rinuncio: 3 figli meravigliosi.

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