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LaPresse
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JUVENTUS LAZIO PAGELLE – La Juventus batte la Lazio 2-1 e mette un’ipoteca sullo scudetto. Dopo un primo tempo equilibrato, Cristiano Ronaldo realizza una doppietta in tre minuti che mette sulle gambe gli avversari. Nel finale Immobile riapre la sfida su rigore, ma la difesa bianconera tiene, regalando a mister Sarri una vittoria pesante. Queste le pagelle del nostro direttore, Paolo Cericola.

Juventus Lazio, le pagelle di Paolo Cericola

Strakosha 6 Una parata banale su Rabiot nel primo tempo, poi il rigore e l’errore di Luiz Felipe fanno il resto.
Bastos 5,5 Si danna su CR7, poi il rigore cambia la gara. Spesso di vigore e forza non sfigura davanti al portoghese
Luiz Felipe 5 Bravissimo nel primo tempo da centrale, commette un errore clamoroso che consegna il 2 a 0 alla Juve e chiude la gara
Acerbi 5,5 Fatica non poco su Dybala. L’argentino ha un altro passo tanto da diventare spesso imprendibile
Lazzari 6 Fa le sue solite folate sulla fascia destra. Mette paura alla Juve in un paio di occasioni
Cataldi 6 Stringe i denti, la caviglia si fa ancora sentire. Si vede poco in costruzione.
Parolo 6 Fa legna finché può. Ottimo il filtro davanti alla difesa, ma come il ritmo si alza fa fatica
Milinkovic 6 Si vede poco. Nel primo tempo aiuta molto il centrocampo, nella ripresa sale in cattedra. Splendida la punizione nel finale
D. Anderson 6 E’ lo specchio del momento. Dopo essere stato utilizzato 34 minuti in 34 partite parte da titolare a Torino.
Caicedo 5 Stanco, si vede che ormai da settimane è in continua riserva
Immobile 6,5 Ci voleva Torino e la sfida con CR7. Prende un gran palo e segna la rete numero 30 tenendo la vetta della classifica cannonieri insieme al portoghese
Inzaghi 6 Si presenta a Torino senza 8 titolari, in più Lukaku non gradisce la panchina e finisce in tribuna. Ne esce una prestazione di ordine, cuore e carattere che alza bandiera bianca sul solito rigore da mani larghe che ormai impazza.

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Nella notte dei tempi, era il 1994, decisi che il giornalismo doveva essere la mia strada; così è stato. Ho iniziato con il nuoto poi il calcio dei grandi. Ho consegnato giornali nei bar, nei circoli, per strada, annusando il profumo delle rotative ed il fascino della stampa su carta. Mondiali, europei, Nazionale, il miglior momento del calcio Nazionale con le ‘7 sorelle’....non mi sono fatto mancare nulla. Ho lavorato per il Corriere dello Sport, il Tempo, il Giornale, l’agenzia di Stampa Dire, Radio Incontro e dal 1997 sono inviato di Radio Radio. L’unico hobby che ho coltivato ed al quale non rinuncio: 3 figli meravigliosi.

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