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SPEZIA LAZIO PAGELLE – La Lazio conquista tre punti fondamentali battendo lo Spezia per 2-1. Sul campo neutro del Manuzzi di Cesena, i biancocelesti indirizzano il match nel primo tempo, con le reti di Ciro Immobile e Milinkovic. Nzola accorcia le distanze nella ripresa, ma i capitolini poi non concedono ulteriori spazi e portano a casa una meritata vittoria. Queste le pagelle del nostro direttore, Paolo Cericola.

Spezia Lazio le pagelle di Paolo Cericola

Reina 7,5 Vince il ballottaggio con Strakosha e dopo pochi minuti conferma la scelta con il miracolo dal limite su Estevez. Legittima la prestazione di livello con almeno quattro ottimi e decisivi interventi
Luiz Felipe 5 Lento, troppo lento. Fatica sempre a prendere i riferimenti avversari che hanno un altro passo. Lo Spezia sfonda sempre dalla sua parte
Acerbi 5,5 Soffre non poco gli avanti spezzini più veloci in svariate occasioni. Sbaglia la marcatura di Nzola che riapre la gara.
Radu 6 Morde sulla sinistra tanto da concedere pochissimo agli avversari. Dalla sua parte la Lazio non soffre mai
Marusic 5,5 Fa tanta sostanza aiutando Radu a chiudere, si scompone nel finale dove concede troppo
Milinkovic 7,5 Risponde presente alla sollecitazione del suo allenatore. Tanta sostanza nei primi minuti poi assist e goal magistrali
Leiva 6,5 La diffida non lo condiziona affatto. Sempre pulito e mai in difficoltà nello schermare la difesa.
Luis Alberto 5,5 Troppo molle e lento. Gioca sempre in punta di piedi ed in modo mai convincente
Lazzari 6 Molto incisivo in fase offensiva mentre fatica a limitare le spinte avversarie
Pereira 5 Un pesce fuor d’acqua per 90 minuti, i compagni non lo aiutano, ma lui è fuori dalla gara
Immobile 7,5 Lui la lampadina la accende sempre, non stacca mai. Lotta e combatte su ogni palla come sempre. Indispensabile
Inzaghi 6 Chiedeva la ‘tigna’ ai suoi, ma esce vincente grazie alla qualità della sua squadra, soffrendo troppo. Concede troppo allo Spezia. 17 goal subiti fin qui sono troppi.

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Nella notte dei tempi, era il 1994, decisi che il giornalismo doveva essere la mia strada; così è stato. Ho iniziato con il nuoto poi il calcio dei grandi. Ho consegnato giornali nei bar, nei circoli, per strada, annusando il profumo delle rotative ed il fascino della stampa su carta. Mondiali, europei, Nazionale, il miglior momento del calcio Nazionale con le ‘7 sorelle’....non mi sono fatto mancare nulla. Ho lavorato per il Corriere dello Sport, il Tempo, il Giornale, l’agenzia di Stampa Dire, Radio Incontro e dal 1997 sono inviato di Radio Radio. L’unico hobby che ho coltivato ed al quale non rinuncio: 3 figli meravigliosi.

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