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LAZIO VERONA PAGELLE – Finisce 0-0 il recupero della 17ª giornata di Serie A tra Lazio e Verona. Biancocelesti fermati dai pali ma salvati anche dalle parate di Strakosha. Persa l’occasione per superare l’Inter al secondo posto ma guadagnato un altro punto su Roma e Atalanta. Di seguito le pagelle del nostro direttore Paolo Cericola.

Strakosha 7,5: il migliore. Salva la baracca in più occasioni. Bravissimo a dir di no a Pessina dopo 17 minuti, bissa nella ripresa su Borini. Il resto è attenzione e sostanza. 

Patric 5,5: soffre le accelerazioni di Lazovic che spesso sfonda dalla sua parte. 

Acerbi 6,5: la solita diga. Centralmente il Verona non arriva mai. Lui non sbaglia nulla.

Radu 6: sempre attento. Dalla sua gli scaligeri non sfondano mai. Si getta spesso anche in avanti. Ammonito salterà Parma anche lui 

Lazzari 5,5: spinge poco. Il motorino questa sera non brilla come sempre. Pochi gli strappi in velocità 

Leiva 6,5: sempre attento e lucido. La sua calma è oro nel centrocampo biancoceleste. Bravo anche in spinta offensiva 

Milinkovic 6: la sua solita prestazione generosa. Tanta sostanza e cuore, peccato il giallo per una sbracciata non cattiva né volontaria, salterà Parma era diffidato 

Luis Alberto 7: Per lui ormai gli aggettivi sono finiti. Gioca sempre a testa alta, mai in difficoltà, colpisce due pali. Semplicemente delizioso

Lulic 6,5: continua a stringere i denti fino al 70’ quando Inzaghi lo toglie per Jony. Generoso come sempre non si risparmia un attimo 

Immobile 5,5: guardato a vista da Kumbulla che non lo molla un attimo. Ha pochi palloni giocabili e li spara fuori

Caicedo 6: gioca molto per la squadra, quasi sempre di spalle per far salire i compagni. Non ha occasioni per vedere la porta 

Inzaghi 6: non va oltre il pari. Il Verona senza attaccanti di ruolo non lascia spazi ma la Lazio non è brillante come nelle ultime uscite. Stecca il sorpasso all’Inter ma soprattutto allunga a + 11 su Roma ed Atalanta….

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Nella notte dei tempi, era il 1994, decisi che il giornalismo doveva essere la mia strada; così è stato. Ho iniziato con il nuoto poi il calcio dei grandi. Ho consegnato giornali nei bar, nei circoli, per strada, annusando il profumo delle rotative ed il fascino della stampa su carta. Mondiali, europei, Nazionale, il miglior momento del calcio Nazionale con le ‘7 sorelle’....non mi sono fatto mancare nulla. Ho lavorato per il Corriere dello Sport, il Tempo, il Giornale, l’agenzia di Stampa Dire, Radio Incontro e dal 1997 sono inviato di Radio Radio. L’unico hobby che ho coltivato ed al quale non rinuncio: 3 figli meravigliosi.

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