INTERVISTE
ESCLUSIVA – Ledesma: “In finale cambia tutto. Il segreto del 26 maggio fu…”
Al microfono, in esclusiva, di Marco Fabio Ceccatelli
L’ex centrocampista della Lazio Cristian Ledesma, attualmente alla guida dell’Under 17 biancoceleste, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni. Una settimana intensa fra finale di Coppa Italia e derby della Capitale. Dalle parole dell’argentino traspare un amore viscerale per questi colori, che lo hanno visto protagonista anche nel leggendario trionfo del 26 maggio 2013.
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Le parole di Cristian Ledesma nell’intervista esclusiva a Lazionews.eu.
Ciao Cristian, a vedere la gara di campionato, la finale di mercoledì sembra avere un esito scontato. Cosa deve fare la Lazio per avere qualche chance?
“Non sono d’accordo perché questa è una finale, una partita secca. Rispetto a quella di sabato cambia tutto. Certo i valori delle due rose sono quelli. La Lazio deve fare quel tipo di gioco che l’ha portata a vincere diverse partite e a non vincerne altre semplicemente perché non è stata cinica. Anche nella gara di sabato gli è mancata proprio la lucidità negli ultimi metri. La Lazio deve pensare alla partita di mercoledì come ad un’opportunità per ottenere il massimo da una finale così importante”.
Quanto conterà il fatto che stavolta la Lazio avrà il supporto del proprio pubblico all’Olimpico?
“Conta tanto. Da sempre quando uno stadio è pieno vale molto di più. Noi calciatori siamo protagonisti in questo spettacolo grazie alla gente. Senza il pubblico è qualcosa di completamente diverso”.
Mercoledì la finale di Coppa Italia, poi subito il derby. Tu che hai vinto da protagonista la famosa Coppa del 26 maggio che consiglio ti senti di dare ai calciatori laziali, che devono gestire questi due big match ravvicinati?
“Di concentrarsi solo su questa partita imminente, appuntamento fondamentale per come si è evoluta tutta la stagione. Non ci vuole tantissimo per preparare mentalmente il derby perché è talmente bello da giocare, che la carica arriva da sola”.
Tornando alla finale del 26 maggio 2013, vi siete preparati in maniera particolare per quell’appuntamento storico?
“Fu decisivo secondo me il fatto che ci isolammo qualche giorno prima della partita. Siamo tornati a Roma a 48 ore dalla gara e ci siamo concentrati a Formello. Abbiamo passato dei momenti importanti con le famiglie. Anche quello è stato importante per farci arrivare con le energie giuste. L’abbiamo preparata in maniera intelligente, noi giocatori, la società, tutto lo staff. Non si ripeterà mai una gara del genere”.
Sono passati 20 anni dal tuo splendido gol nel derby del 2006, ti ricordi l’emozione che hai provato in quel momento?
“Certo, come potrei dimenticarmela. È difficile descriverla perché ti sale addosso una forza, un’adrenalina, una felicità, che non si può spiegare. Si dice che la cosa più bella nel calcio e fare gol. Pensa cosa poteva essere per me segnare un gol, nel mio primo derby, in uno stadio strapieno. Uno inizia a giocare a calcio perché sogna di vivere momenti del genere”.
Sei stato un perno in cabina di regia nel centrocampo della Lazio. Patric, Cataldi e Rovella, chi faresti giocare dal primo minuto mercoledì?
“Io che sono qui a parlare con te ti posso dire un nome, ma è difficile. Io non so come sta Danilo (Cataldi ndr). Dopo lo spezzone importante che ha disputato Rovella, non so come ha risposto e che ritmo partita ha nelle sue corde. Bisogna capire se è meglio lui che non gioca da tanto e che potrebbe essere più fresco o meglio Danilo che può darti maggiori certezze. Patric è una scelta diversa, che si è resa necessaria. Senza conoscere bene le loro condizioni, ti dico Cataldi. Ma Sarri li vede tutti i giorni e saprà scegliere al meglio”.
Una vittoria in finale o un’eventuale sconfitta, come potrebbe condizionare i calciatori in vista del derby?
“Quando sei in campo in un derby la carica giusta c’è a prescindere da tutto. L’augurio è che si possa arrivare alla stracittadina con una coppa in mano. Sarebbe bellissimo da tifoso della Lazio”.
Chi potrebbe essere decisivo da una parte o dall’altra. Te la senti di fare dei nomi?
“Mercoledì affronti una corazzata, ma la Lazio ha dimostrato quest’anno che contro le grandi squadre, se riesce a trovare il suo palleggio nelle situazioni di ripartenza, può fare male. Non ti so dire un nome preciso, però sicuramente dipenderà tanto dai duelli a metà campo. Loro hanno un centrocampo che funziona benissimo. Mentre noi arriviamo con delle problematiche che riguardano lo stato di forma dei nostri calciatori in quel reparto. Spero che sia tutta la squadra protagonista di un risultato importante per la Lazio”.
Stai allenando l’Under 17 della Lazio, come sta andando la tua avventura con le giovanili biancocelesti? Fra quanti anni ti vedremo in prima squadra?
“Sono felicissimo del percorso che sto portando avanti con questi ragazzi. Abbiamo raggiunto i quarti di finale (payoff ndr). Siamo andati a vincere a Bergamo contro l’Atalanta, una società che investe tantissimo sul settore giovanile. I ragazzi sono stati bravissimi. Abbiamo fatto bene anche con il Bologna domenica scorsa. Alla fine di quest’anno vedremo se avrò una chance in categorie superiori, ma per ora mi concentro su questo impegno, che per me vale tantissimo”.
Hai già intravisto qualche potenziale talento in ottica Prima Squadra?
“Ci sono diversi ragazzi di prospettiva. Proprio perché sono di prospettiva bisogna lasciarli tranquilli. Vedo sia del talento che la giusta mentalità”.
di Marco Fabio Ceccatelli
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