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CLUB BRUGGE LAZIO INZAGHI REINA – La Lazio ha sfiorato l’impresa in terra belga. La squadra di Simone Inzaghi, orfana di dodici giocatori, ha strappato un prezioso pareggio nella sfida di Champions League contro il Club Brugge. La formazione rivelazione del Girone F è stata annullata dall’ingegno tattico del mister, capace di rivoluzionare più volte la sua creatura tatticamente nel corso del match.

La rivoluzione tattica di Inzaghi: Reina primo regista

L’allenatore della Lazio, come riporta La Gazzetta dello Sport, ha svolto un doppio lavoro: prima mentale, poi tattico. Mister Simone Inzaghi non ha cercato alibi ed ha subito messo in chiaro che la Lazio poteva giocarsela anche con le assenze. Un’idea fatta propria dai giocatori che in campo hanno dimostrato aggressività e voglia di vincere. E qui subentra la variante tattica. Il mister ha preparato bene la partita, studiandola in ogni dettaglio. Ha annullato il gioco veloce del Club Brugge con una manovra lenta, dal basso, che ha coinvolto anche protagonisti inaspettati. Su tutti Pepe Reina, improvvisato primo registra della squadra. Il portiere ha giocato 18 palloni con i piedi, ricevendone poi 17 dai suoi difensori. Un interscambio continuo che ha costretto i belga a salire e permesso alla Lazio di creare occasioni in contropiede. A questo, nella ripresa, è seguito il cambio di modulo (da 3-5-2 a 4-4-2) per frenare la freschezza sugli esterni del Club Brugge. Il pareggio non è frutto del caso, ma di uno studio approfondito e di una duttilità tattica dei laziali da Champions.

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