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CONFERENZE STAMPA

Lotito in conferenza: “Non devo chiedere scusa a nessuno, rinforzo la squadra da anni” (VIDEO)

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito, nel corso della presentazione alla stampa di Maurizio Sarri, ha preso parola e ha risposto ad alcune domande dei cronisti. Ecco le sue dichiarazioni.

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Le parole di Lotito in conferenza stampa di presentazione di Sarri

“La prima esperienza con Sarri non si è mai interrotta. Sono state solo situazioni contingenti, soprattutto di carattere familiare per il mister. Lui ha fatto una scelta, noi la accettammo ma ci siamo lasciati con un arrivederci. Era una scelta non voluta dalla società. La scelta di Sarri è razionale, col cuore, l’affetto e la stima di tutti nei confronti di un uomo che ha dato tantissimo al calcio e può dare ancora tantissimo alla Lazio”.

Sui tifosi

“Non dovremo deluderli, stiamo mettendo in campo tutto quello che possiamo. Accettiamo anche se non condividiamo le situazioni che si sono venute a determinare, ma dobbiamo sfruttare questo a nostro vantaggio. Dobbiamo cementare il gruppo, dobbiamo farlo esprimere al 100% e far tirare fuori il massimo. L’anno scorso ciò non è avvenuto, mi auguro che poi anche i giovani capiscano l’importanza del momento e che ci mettano responsabilità. In questi primi giorni di ritiro ho visto grande disponibilità di tutti”.

Sui rinforzi

“Possiamo competere, lo abbiamo dimostrato sia in Italia che in Europa. Poi lo scorso anno è venuto meno lo spirito battagliero nella seconda parte di stagione. Mister Sarri è già autorevole nel gruppo, viene già riconosciuto come elemento trainante. La nostra scelta, indipendentemente dal mercato, è nata proprio per questo, perchè pensavamo che l’allenatore migliore per noi fosse il mister. Questa squadra, sia numericamente che qualitativamente, può fare bene. Anche la scelta di rimanere a Formello è stata dettata dalla qualità di questo centro sportivo. Io sono convinto che il valore aggiunto sia il mister, i giocatori poi con lui miglioreranno”.

Sul mercato a gennaio e il perché non può farlo

“Otto anni fa venne istituito l’indice di liquidità quando saltò in Parma nel corso del campionato. Oggi l’indice è stato portato a 0,8 su un presupposto di un criterio per le aziende in crisi. La fotografia della società viene fatta al 31 di marzo, ma al 30 giugno si può avere un’altra situazione. Ma il paradosso è un altro: una persona rigorosa, attenta, se fa investimenti patrimoniali, arricchisce la società, sono state realizzate con la cassa che produce la società. Noi abbiamo adempiuto regolarmente sempre a tutto, anche il Fisco pagato sempre con 6 mesi di anticipo.

Paghiamo 15 milioni l’anno, 6 di fisco, poi c’è tutto il calcio femminile e qui spendiamo altri 6 milioni l’anno. In totale partiamo con -27 milioni, ma nonostante ciò non abbiamo mai ritardato un pagamento, stiamo facendo investimenti, non abbiamo mutui, leasing, bond ecc., niente di tutto ciò. Non facciamo alcun mutuo con le banche. Ci sono parecchie squadre che hanno 6/700 milioni di debiti ma non hanno l’indice di liquidità, e questo perché hanno spostato l’indebitamento in avanti.

Non abbiamo alcun problema con la Uefa, tra le altre cose. E’ successo che hanno abolito la norma ma la usi nel mercato estivo. E’ stata una svista non spostare 3,6 milioni di costi da marzo in avanti, e qui non avremmo avuto questo problema. La situazione è illogica, e aggiungo che alcune sanzioni della Fifa sono state impugnate e annullate dal tribunale arbitrario dello sport. Noi abbiamo 300 milioni di patrimonio immobiliare e 300 milioni di patrimonio di giocatori”.

Se deve chiedere scusa ai tifosi

“Non devo chiedere scusa a nessuno, io sto rinforzando la squadra da anni. Questo indice non conta niente, mi crei un danno bloccandomi il mercato. Conta l’indice di solidità, non liquidità. Se avessero mantenuto l’indice di liquidità col metodo “vendo 100 e compro 100”, uno avrebbe salvaguardato l’integrità della società. Invece questo mi ha creato un grossissimo danno, manco uno della Primavera posso comprare. Che ha fatto la Federazione per tutelare la regolarità del campionato?

Voi ragionate in termini di pallone e non di calcio. Voi partite sempre dai nomi, ma mi dovete spiegare perché la Lazio ha vinto con tutte le più forti e perso con le più deboli lo scorso anno”.

Sulle notizie di cessione

“Ho denunciato per aggiotaggio. Notizie completamente false e prive di fondamento. Nessuna offerta, solo fantasie”.

Sul Flaminio

“Se dipendesse da me, 100% delle disponibilità. Stiamo lavorando in silenzio, non faccio proclami, condizioni mediatiche per raccogliere. Creo condizioni pratiche, la politica dei fatti. Fatti e non parole, staff di altissimo livello. Stiamo dalla parte del giusto e a servizio della collettività. Questo prevede una ricaduta di oltre 140 milioni per il territorio, e non per lo stadio. Oltre all’aspetto evocativo, serve per riqualificare un’intera zona di Roma. Qui nessuno favorisce nessuno, lo Stadio Flaminio è nato come stadio di calcio e non di nuoto. Si vuole evitare che la Lazio possa tornare a casa propria. Noi mettiamo impegno e risorse”.

Sulle cessioni a poco valore

“Se vendevi i giocatori all’apice, i tifosi non sarebbero stati contenti. Se non li vendi, ugualmente non va bene. L’esperienza maturata verrà considerata come elemento importante nelle successive valutazioni. Dobbiamo costruire una squadra competitiva, ma non sui nomi e i soldi. Non è solo un problema di denaro, è un problema organizzativo, di giocatori, di qualità tecnica ecc. Io, per accontentare all’epoca Inzaghi, non ho venduto Milinkovic per una cifra importantissima”.

Sull’aumentare i ricavi e l’assenza dello sponsor

“Stiamo lavorando in questo senso. Abbiamo dato priorità alle strutture, oggi abbiamo creato un processo integrato che può farci ottenere grandi risultati. Abbiamo anche avuto degli sponsor negli anni, è chiaro però che se devo mettere uno sponsor sulla maglia di 1/2 milioni non ha senso. Significa svilire il club. La Conference League non è una competizione alla quale aspiriamo, è saltata l’Europa League per la Roma ma fino a qualche partita prima aveva 15 punti in meno. Sta di fatto che siamo arrivati in riserva”.

Su quando la Lazio potrà fare mercato

“Se i giocatori ce li chiedono, è perché sono forti. Ci sono cifre importanti e abbiamo ritenuto di non venderli, per due motivi: rispetto all’allenatore, perché non possono essere rimpiazzati, e poi perché come società non abbiamo assolutamente bisogno di cassa. I giocatori poi verranno valutati dal mister e la società vedrà se vendere e chi vendere, venendo poi sostituiti. Sul mercato invernale ci troveremo a parlare di altro”.

Se qualcuno si presentasse per vendere la società

“Non si presenterà nessuno ma per un semplice motivo: abbiamo un patrimonio di oltre 300 milioni e gruppo squadra di 300 milioni. Non ho ritenuto di doverla alienarla; voglio ricordare a quelli che spendono soldi per fare aerei, manifestazioni ecc che io ho messo i soldi per comprare la Lazio e nessuno ci avrebbe messo un euro. Ho comprato una società disastrata all’epoca e ora è completamente risanata e patrimonializzata. Anche Cragnotti si è compiaciuto per quello che era stato fatto. Dopo la Juventus, siamo la seconda squadra che ha vinto più titoli. Io non ritengo che ci siano oggi le condizioni per alienare la società. Una sparuta minoranza non sopporta la mia presenza, se ne facessero una ragione. Io non vendo, non voglio vendere e non vorrò vendere. Non ho vinto lo scudetto, ma ho creato una società forte”.

Sulla volontà dei tifosi di maggiore lazialità e il rapporto con la Federazione

“Sulla lazialità, io non esprimo il pathos e mi ha sempre salvaguardato perché vengo da una scuola di persone che mi ha insegnato a farmi scivolare addosso le cose. Però sto attento alle cose che mi dicono le persone, e ascolto pure, come quando evidenziai il fatto che siamo la prima squadra della Capitale. Su altre cose, invece, velleitarie, lascio perdere. Sento la responsabilità di essere un presidente che ha consentito al nostro club di essere insignito dell’onorificenza di ente morale. Io voglio portare avanti tutti questi valori e abbiamo anche una fondazione molto attiva. I laziali devono stare tranquilli, chi c’è oggi è in grado di sostenere con onestà e correttezza”.

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