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Lotito sfida i tifosi: “Pensano di farmi paura? Non accetto intimidazioni, ci penserà il codice penale”

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Lotito intervista pre Lazio Lecce protesta tifosi (1)

E’ un Lotito accesissimo quello che interviene nel prepartita di Lazio-Lecce per parlare di tutta la situazione relativa alla protesta dei tifosi. Il presidente biancoceleste non usa mezzi termini, va allo scontro con i tifosi e rivendica le sue scelte. Ecco alcuni passaggi.

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Le parole di Lotito nell’intervista sulla protesta dei tifosi

“È stato costruito uno sciopero su un presupposto totalmente sbagliato, dicendo che abbiamo impedito alla nipote di Paparelli di scendere in campo. È falso. Il vero problema è che quattro rappresentanti della tifoseria volevano scendere in campo e abbiamo ritenuto non fosse opportuno, alla luce di tutta la situazione generale, dargli il via libera. La famiglia di Paparelli è stata rispettata, onorata e accolta con tutti gli onori nella tribuna autorità, come concordato con la famiglia.

Questa è una strumentalizzazione per rivendicare un ruolo che non esiste nel rapporto tra società e tifoso. Non si usano questi mezzi per coartare la volontà di qualcuno. Io sono un combattente, mai un reduce. Non accetto intimidazioni. Certi comportamenti alla fine usciranno e si vedrà quelli che sono non patologici e quelli che sono da codice penale. Impedire alla gente di vedere la Lazio vuol dire che quelli che lo fanno non sono tifosi, ma gente che usa la Lazio per propri fini”.

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