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La Lazio è ferma e con il mercato bloccato: un errore da 3,5 milioni costato carissimo
La Lazio è ferma, bloccata, immobile. Non può fare operazioni in entrata, non può adeguare contratti, non può operare in alcun modo. Può soltanto vendere e cercare di rientrare dal disavanzo. Lotito, però, sta studiando un’exit strategy per uscire da questa situazione.
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Lotito e l’exit strategy per sbloccare il mercato della Lazio
AGGIORNAMENTO 29 GIUGNO- Come riportato dall’edizione odierna del Messaggero, il mercato della Lazio sarebbe bloccato per un errore di 3, 6 milioni a bilancio. Nel dettaglio infatti si tratterebbe dei costi operativi del periodo relativo al 31 marzo, che sarebbero dovuti essere inseriti a bilancio in un periodo successivo. Un semplice errore, che però è costato carissimo ai biancocelesti.
AGGIORNAMENTO 28 GIUGNO-Come scrive il Corriere dello Sport nell’edizione odierna nonostante Lotito stia cercando di trovare alleati in Serie A, la Lazio è l’unica squadra a non rispettare nessuno dei tre indicatori di controllo, indice di liquidità, indebitamento e costo allargato del lavoro. Altre sei società hanno avuto lo stesso problema, con un blocco soft del mercato, che ha permesso loro di essere ammesse al mercato, tramite operazioni: saldo zero, (un acquisto e una cessione alle stesse cifre.) I biancocelesti hanno dunque davanti due strade: un’immissione di liquidità per poter immediatamente sbloccare il mercato, non dovendo quindi aspettare gennaio, momento in cui a contare sarà soltanto il parametro relativo al rapporto tra monte ingaggi e ricavi per l’ammissione ai tesseramenti. Il presidente tuttavia, non intende procedere attraverso ricapitalizzazioni, e soltanto nel novembre del 2026, i biancocelesti estingueranno il proprio debito, un debito ormai ventennale. L’ultima carta, l’immissione di liquidità, verrebbe presa in considerazione soltanto ad agosto. La società era pienamente consapevole dello stati dei propri conti, e nel 2023, lo stesso presidente Lotito, nelle vesti di consigliere federale si era detto favorevole alle norme Covisoc, fino a quando non si ripartirà nell’inverno del 2026, con un nuovo parametro: il costo allargato del lavoro. Lo squilibrio si riferisce alla trimestrale tra il periodo di marzo e maggio, altre squadre si sono fatte trovare pronte, non lo è stata invece la Lazio. Adesso i biancocelesti studiano una via d’uscita, che non può però essere rappresentata dal mercato, in quanto la Lazio avrebbe necessità immediata di liquidità che non può essere data dalle cessioni, a causa delle formule di mercato odierne: pagamenti estremamente dilazionati nel corso del tempo, non basterebbe quindi cedere i big. Più facile invece, aspettare gennaio. Lotito è ancora convinto di poter aggirare i blocchi di mercato, entro agosto per regalare a Sarri i rinforzi promessi, ma la strada appare estremamente in salita. Non è previsto infatti nessun tipo di settlement agreement come nel caso della UEFA e del Fair play finanziario, l’unica alternativa è il ricorso al TAR, basato sui precedenti giuridici relativi all’indice di liquidità.
Lotito deve provare a risollevare la Lazio e risolvere questa difficile situazione. Come scritto dal Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, il presidente sta studiando una exit strategy: deve riequilibrare tre parametri per sbloccare il mercato in entrata entro il mese di agosto per poter dare a Sarri qualche innesto in rosa. Il primo punto riguarda il costo del lavoro allargato, uno dei tre parametri contestati dalla Covisoc. Bisogna rientrare nella soglia dell’80%.
Sicuramente gli esuberi da piazzare, la riduzione dell’organico a 23 giocatori, le cessioni di Basic, Kamenovic, Cancellieri, Fares e altri giovani della primavera. Chiudendo tra le 6 e le 7 uscite, il club procederebbe con operazioni a “saldo zero”, azione non consentita dalla Figc ma che Lotito aggirerebbe con interpretazioni tecnico-giuridiche.
Se le Noif entrano in vigore dal 1 luglio, perché la Figc ha fissato la decorrenza da gennaio? Come evidenzia il Corriere, Lotito farebbe sue due sentenze, una del Consiglio di Stato e una del Tar. Si aprirebbe una battaglia di natura giuridica e per questo il presidente biancoceleste vorrebbe cercare appoggi in Federazione, in Lega e al governo, essendo lui Senatore della Repubblica.
Cedere i big lo si esclude, ricapitalizzare anche, si può studiare il patrimonio immobiliare della Lazio per cercare di comprendere se un asset può essere conteggiato. Al bilancio, infine, in chiusura al 30 giugno, si aggiunge un accantonamento per la riqualificazione dello Stadio Flaminio.
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