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NOTIZIE SS LAZIO- E’ uno degli individui più ‘chiacchierati’ degli ultimi giorni, un po’ come è sempre stato. Claudio LOTITO sa come far parlare di sé, nel bene e nel male, per qualsiasi ambito. In esclusiva per ‘Tiki Taka’, la trasmissione Mediaset condotta da Pierluigi Pardo e in onda il lunedì sera in seconda serata, il patron biancoceleste tocca vari argomenti, soprattutto inerenti alla politica calcistica italiana.

La giornalista mostra a Lotito i fotomontaggi ironici che lo vedono ritratto in moltissime scene significative della storia internazionale. “Credo sia eccessivo, qui si confonde il presenzialismo con l’attivismo, si parla come se fossi un intruso mentre io svolgo un ruolo che è quello di rendere efficiente il sistema e fare proposte innovative. A Bari sono stato sorpreso dal tempo perché a Roma faceva un caldo che spaccava le pietre, poi il giorno dopo ho visto quel casino sui giornali per la giacca. Vi dico solo che le scarpe le ho asciugate con il phono”.

Sulla dialettica con il dg della Juve Beppe Marotta. “Viviamo mondi diversi, lui il campo e io le istituzioni e queste non sono cose che si addicono a lui. Una volta i voti si pesavano e non si contavano, io ho ribaltato tutto questo: non esistono servi della gleba, c’è pari importanza. Contrasto con la Juve sulla multiproprietà? La Juve vuole decidere le linee programmatiche sportive, ma nella Lega Serie A c’è unità d’intenti sottoscritta con i voti; alcune squadre non accettano questa situazione e vorrebbero sovvertirla con una serie di pressioni mediatiche”.

Su Tavecchio. “Noi siamo omologhi, siamo per la politica del fare, se serve qualcosa questa si fa. Ha fatto in un mese delle cose che nessuno era riuscito a fare fino ad ora. Ha sempre agito nel valore autentico dello sport, nel rispetto dell’interezza del genere umano. La punizione dell’Uefa? Sarebbe una strumentalizzazione che non ha nulla a che vedere con la realtà, sarebbe un’intrusione ‘de campo’. Tra l’altro Tavecchio è un alpino e il motto è questo: ‘E il Piave mormorò, non passa lo straniero’. Poi tra l’altro tutto questo definirà la posizione della Figc verso l’esterno. Le cambiali? Io non ho mai adottato questo metodo; io sono stato eletto con una maggioranza schiacciante, sono lo strumento di altre persone che mi hanno concesso la loro fiducia per far cambiare radicalmente il sistema”.

Si parla spesso di lei, le piace? No, guardi una volta mi dissero che parlano di me perché ‘io esisto’. La vita è un set di un film, quando ti etichettano come uno che non è né spettatore né comparsa diventi bersaglio di persone che hanno la volontà di demolire gli altri. Io cimetto la faccia, è il mio dna, mi assumo le responsabilità delle scelte e voglio essere valutato per quello che faccio”.

 

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