INTERVISTE
Luis Alberto: “Amo la Lazio. Senza Covid avremmo vinto lo scudetto”
Dopo infinite magie con la maglia biancoceleste, Luis Alberto è tornato a parlare della Lazio, la squadra del suo cuore, in occasione dell’imminente finale di Coppa Italia contro l’Inter: ecco cosa ha detto il “Mago” nell’intervista comparsa sulle colonne de La Gazzetta dello Sport.
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Le parole di Luis Alberto nell’intervista su Lazio-Inter
«Mercoledì non sarò all’Olimpico purtroppo. I miei figli vanno ancora a scuola, e poi ora come ora è complicato prendere un volo da queste parti, ma ne ho già parlato con Radu: l’anno prossimo vengo in curva nord o in tribuna, come ha fatto Milinkovic. L’ho promesso e lo farò, non scappo: amo la Lazio, è stata la mia vita e nel mio cuore, nel profondo, sono ancora lì all’Olimpico. Sarà sempre parte di me»
Un ricordo sulla vittoria della Coppa Italia
«Lo scatto dopo il gol liberatorio di Correa all’ultimo minuto, sotto la curva nord, tutti insieme. Mai più fatto uno sprint così in vita mia».
Sulla Lazio in cui giocava
«Noi eravamo una famiglia, tutti amici. Per certi aspetti non credo sia più replicabile. Si era creata una magia difficile da raccontare. «Io e Milinkovic giocavamo a memoria, Immobile segnava bendato, Leiva gestiva…e Radu me ne diceva di tutti i colori perché rientravo poco in difesa. Sentirci era quasi comico: mi insultava per tutta la partita. La verità è che mi sono divertito come un bambino. Le stagioni 2017-18 e 2019-20 sono state le migliori».
Sull’addio alla Lazio
“Un lutto sportivo enorme, difficile da sopportare. Ci ho messo un po’ a elaborarlo”.
Su Sarri
“All’inizio non ci potevamo vedere. Un paio di volte sono volati stracci, male parole, insulti vari. Ma il nostro rapporto è iniziato lì: io ho capito lui e lui ha capito me. Amo chi mi dice le cose in faccia. Il nostro legame andava oltre. Senza di lui ora non so dove sarebbe la squadra. È il valore aggiunto e meriterebbe un trofeo”.
Sulla contestazione dei tifosi
“Giocare in uno stadio vuoto non è facile, il gioco ne risente. Meno male che in finale i tifosi ci saranno. Guardi noi, nel 2019-20: senza il Covid avremmo vinto lo scudetto, è sicuro. Giocavamo senza pressioni e con la gente alle spalle. Ricordo Caicedo e il pareggio storico con l’Atalanta, da 3-0 a 3-3. Siamo rimasti imbattuti non so per quanto. Con l’Olimpico vuoto si perse la magia”.
Su un ritorno alla Lazio
«Non mi chiamano. Ma magari torno da mister …».
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