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Luis Alberto: “Voglio molto bene a Sarri, è un maestro e tornerei solo per lui. Lotito? A lui direi di no…”

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Luis Alberto si racconta fra passato, presente e futuro. Il 33enne centrocampista spagnolo ex Lazio e Liverpool, che ora gioca all’Al-Duhail in Qatar, ha dichiarato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport che tornerebbe alla Lazio solo per Sarri, ma non per Lotito.

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Le parole di Luis Alberto nell’intervista sulla Lazio

“Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili. C’è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari guarderò Milan-Lazio con lui sabato sera a San Siro. Ci ho giocato tante volte e qualche volta lì ho fatto grandi partite.

Sarri? Da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi sento solo coi ragazzi del suo staff. Però gli voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti. Ho imparato tantissimo da lui, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere. Per 8 anni la Lazio è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera, ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto e un anno e mezzo fa è finita.

Covid? Quella stagione ero convinto al 100% che avremmo vinto lo Scudetto. Abbiamo giocato contro il Bologna a fine febbraio, poi il campionato si è fermato e il calcio è fatto così, cambia ogni settimana. Prima dello stop vedevo la squadra felice, in quelle settimane con uno sguardo capivi che cosa volesse fare il compagno. Il Covid ci ha distrutto. Ricordo gli infortuni di Leiva, Radu, Marusic, una squalifica di Caicedo in estate. Prima girava tutto bene, dopo ha iniziato a girare tutto male.

Futuro? In testa ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo, ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi. E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l’addio è un momento difficile. Io in Italia mi vedo solo con la Lazio. Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’, ma se chiamasse Lotito, nulla da fare”.

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