CONFERENZE STAMPA
Malagò: “Sarò istituzionale, ma non rinnegherò mai la Roma!”
Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della FIGC, battendo nettamente il suo sfidante Giancarlo Abete: a margine della votazione, l’ex numero uno del Coni è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei cronisti presenti.
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La conferenza stampa di Malagò dopo l’elezione e nuovo presidente della FIGC
“Compattare la squadra, hanno tutti una discreta personalità. C’è da impostare un discorso tecnico e sportivo, da ripristinare un rapporto con una parte della politica: sono sempre stato un convinto soggetto della managerialità sportiva. Oggi cos’è la politica? Con qualcuno di primaria importanza va ripristinare un discorso congiunto. Sono stato un quarto d’ora ad aspettare per una firma digitale che ancora non ho fatto. Per ora, almeno 5 personaggio dello Stato mi hanno chiamato ed erano persone che in queste settimane facevano il tifo per me. Questo deve essere una priorità: noi abbiamo poco tempo, loro meno. Ci sono due anni e mezzo soltanto di differenza. Poi, vanno date delle risposte ai problemi strutturali”.
Malagò sulla percentuale dei voti e il nuovo Ct
“Ho detto chiaro che tutto ciò che ci sarebbe stato dopo il 60% era importante, sapete il peso della LND. Qualcuno in Serie A si è astenuto… Un dato di fatto è che l’incidenza dei dilettanti è di un terzo che ha votato per me. Come si fa a non essere contenti? Sono arrivato al 69%… un 12% era dalla Lega Pro… Il risultato è importante. Sul CT, non ho parlato con nessuno. Da adesso ci pensiamo. Vanno viste anche alcune criticità, il bilancio”.
Malagò su quando sarà il primo consiglio
“Sarà il 1° luglio: tappa obbligata da statuto. Ci sarà la deadline per le iscrizioni ai campionati, sembra che per il primo anno non ci sono situazioni di non iscrizioni ai campionati professionistici. Sul discorso tecnico, se ci sono elementi da portare nel consiglio, si vedrà. Il tempo è clamoroso: c’è il CIO, c’è un fine settimana con San Pietro e Paolo, poi il 30 giugno è complicato… Ci lavorerò”.
Malagò su cosa farà la differenza
“Non è che ora si risolvono i problemi. Se avessero segnato i rigori contro la Bosnia, oggi non sarei qui. Serve disponibilità a cambiare, Gravina si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e ha sottolineato che non ha portato nessuna riforma: qualcosa si deve fare. Ho delle priorità, sennò non si fa nulla”.
Malagò su cosa deve essere fatto dalla politica
“La politica deve rispettare lo sport, al di là di tutto il resto. Che uno si debba ritrovare dei provvedimenti legislativi per nostro conto significa che non si è interessati, non si è informati al completo e si innescano delle dinamiche che non fanno bene”.
Malagò su cosa deve avere il Ct ideale
“Ho fatto un atto d’amore e follia lucida: non ci pensavo. Non è stata una mia idea candidarmi, ma sono stato coinvolto. Il CT deve abbracciare questo discorso: se dopo un anno il Presidente eletto al 98% e un discorso del vicepresidente dell’AssoTecnici, sembra un bollettino di guerra. Non opterò per una figura diversa dalla mia visione, ma la deve sposare a pieno”.
Malagò sul problema degli uomini o del sistema
“Entrambi. L’ha detto anche Gravina. Conoscete un altro settore in cui hai un mandato all’unanimità e non si riesce a fare nulla che tu hai proposto? La situazione è ingessata: difenderò l’autonomia dello sport. Se non si cambia, qualcuno ci metterà in condizioni di cambiare”.
Malagò sulla FIGC come fonte d’ispirazione, il problema dei giovani senza passaporto ed Euro 2032
“Faccio il mio augurio al CT dell’Under19, che a breve partirà per una competizione importante. I numeri li ha ricordati Gravina, sono rimasto scioccato che oltre il 40% dei giocatori del mondiale non giocano nella nazionale in cui sono nati. Non è una situazione solo di Curacao ecc… ma anche Francia, Germania, ecc… Non ho mai detto nulla sullo Ius Soli, quello è politica ma chi sta a questi livelli lo deve fare: sono favorevole. Il caso principale è Yamal, ma tante federazioni hanno fatto fortune in situazioni simili: prendi Caterina Antropova, per esempio. Non vi dico cosa è stato darle la cittadinanza italiana dopo i 18 anni… Nel calcio non può succedere questo limbo: viene un altro paese che dà al ragazzo il passaporto e l’hai perso. Almeno su questo, speriamo di usare l’esperienza che ho: è inaccettabile. Euro2032 è una sfida nella sfida: ho parlato con Ceferin, lo ringrazio, ho avuto messaggi anche da Infantino. Non possiamo fare brutta figura, abbiamo Michele che se ne occupa: servono 5 stadi da consegnare. Farei lavorare le persone preposte, senza allargarmi in altre situazioni”.
Malagò sulle priorità per il calcio femminile
“Il movimento di vertice traina in termini assoluti: marketing, appeal, ecc… Siamo intorno alle 45.000 tesserate, vai a vedere i paesi analoghi al nostro e ne hanno il doppio o il triplo. Parte dalle scuole, ma questo è un altro discorso. Ecco perché l’ASD sono fondamentali, gli atleti e le atlete partono da lì. Sul calcio femminile, faccio un esempio, se si facesse una grande promozione e raddoppi il numero delle tesserate, resterebbe un problema: non ci sono ASD. Se domani a Roma arrivano 10.000 donne che vogliono giocare, ci sarebbe un problema di campi e impianti. C’è un po’ di confusione”.
Malagò sul caos a Bari e le multiproprietà
“Sono una persona seria, non so come un può pensare che una risposta ufficiale possa dare valore: quando mi ha chiamato, ci ho parlato, ma non avevo ancora cariche. C’è una norma, che non ho fatto io, ma è stata approvata. Non mi sembra che oggi questa sia la priorità: la materia è del consiglio federale”.
Malagò sul timore per le aspettative su di lui
“Non sono un timoroso, ma sono molto riflessivo sulle responsabilità. Le aspettative sono assurde, ma questo c’è anche nella FIGC”.
Malagò sulle riforme bloccate dalla politica e le polemiche arbitrali
“La politica era contraria, ma le componenti erano indignate. Il decreto sposta l’1% sul 15 della legge che già conosciamo, Gravina ha detto che era l’unica via per dare fondi ai vivai. Questo fondo alla fine è andato alle società professionistiche femminili, che sono 12… Secondo voi, per migliorare il campionato di Serie A, qualcuno sarebbe contrario a dare un aiuto? Nessuno, saremmo matti. Questo è un ossimoro: 10 su 12 delle società femminili sono anche maschili. Adesso, di fatto, è come se lo riprendano. Benissimo, ma non li devono prendere da lì. Sugli arbitri, speravo in un commissariamento così da non dovermene occupare (ride, ndr). Si è scelto invece di non andare in questa direzione, sono sicuro che c’era un problema temporale: finché gli arbitri sono autonomi, sono felice. Il macro problema AIA c’è, ovviamente”.
Malagò sul paragone con Carraro
“Un onore paragonarmi a lui, spero non venga chiamato anche io il Poltronissimo (ride, ndr). Sono orgoglio però di non aver mai accettato lusinghe dalla politica”.
Malagò sul Ct di filiera e il grande nome
“Bellissima domanda. Penso che, in un altro momento storico, io avrei sposato l’idea del CT da filiera un po’ alla Bearzot o Pozzo, ma ora come si fa? Con tutta la pressione che c’è dall’opinione pubblica… non ci siamo. Magari uno può avere nel medio termine questa opportunità e va presa in considerazione: i club giustamente hanno un loro mercato, le dinamiche sono analoghe. In termini di budget, non si può professare sostenibilità, le risorse vanno date alle componenti”.
Malagò sul suo rapporto con la Roma
“Non c’è nulla di peggio di chi nega il proprio vissuto, per lo più se è familiare. Io per 13 anni da presidente del CONI sono sempre stato istituzionale. Su questo è impossibile dirmi qualcosa… non si dovrà esultare in un certo modo allo stadio? Questa però è una roba molto provinciale. Non sto a guardare Obama durante le vittorie dei Chicago Bulls… sono capi di stato. Guardate la famiglia reale, con il principe William che esulta per l’Aston Villa. L’importante è come ti comporti, ma mai si deve rinnegare”.
Malagò sui giovani
“Farò il possibile, oggi si è parlato della stanza di compensazione tra la A e la B, magari può aiutare”.
Malagò sulla sfida difficile che lo attende
“Penso di avere i migliori rapporti con la politica, solo con alcuni invece non li ho. La seconda telefonata ricevuta oggi era di Abodi, ho un appuntamento con lui venerdì”.
Malagò sul dato politico sull’asse Serie A-AssoCalciatori
“Se sono qui è perché la Serie A mi hanno chiesto di candidarmi. Vuoi siete esperti, è stata un’eccezione. La Serie A storicamente è stata in grandissima frizione con la FIGC perché subiva il peso delle altre componenti. Non si può ignorare che tutto parte dal campionato di vertice: che poi anche la A abbia le criticità è vero. Il mio obiettivo è fare bene”.
Malagò sul suo modello di riferimento per rinnovare il calcio italiano
“Li conosco bene, ci piacerebbe assomigliare a quello tedesco che ha dei vincoli nelle presidenze dei club e nei centri federali, ma con chiunque parli ti dicono che i nostri centri non stanno in piedi. Come puoi copiare Spagna o Germania quando i nostri bambini devono andare alle ASD per iniziare a giocare e non a scuola? Faccio l’esempio della scherma: ci sono istruttori eccezionale, anche senza centri perfetti. Bisogna cucinare il piatto, tenendo conto della nostra situazione”.
Malagò sulla situazione Lotito-Reggina
“Penso che Lotito mi è venuto incontro: non ti voglio lasciare solo col problema Bari, quindi ecco il mio contributo alla causa (ride, ndr).”.
Ore 17:04 – Termina la conferenza stampa
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