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“La Lazio non deve vendere per comprare”: tre anni dopo la situazione si è ribaltata

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Lotito

Nel 2023, anno in cui i biancocelesti hanno disputato la Champions League, il presidente Lotito vantava il fatto che la Lazio non avesse bisogno di vendere per acquistare calciatori: a tre anni di distanza, le sue parole sembrano un lontano ricordo, ora che la situazione si è ribaltata e il mercato a saldo zero è realtà.

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Dalla Champions League al mercato a saldo zero: il tracollo della Lazio

C’era un tempo in cui il modello Lazio era una marchio di fabbrica. Il filo conduttore che univa giocatori, qualità, prezzo e vittorie, poneva l’Aquila come faro da seguire per le squadre in Italia. Il secondo posto nel 2023 è stata la massima espressione di quella filosofia. Allora, il presidente Lotito vantava: “La Lazio non deve vendere per comprare. Non tutti possono farlo”.

Da lì il tracollo. Due settimi posti di fila, la nona posizione della scorsa stagione, e la scure del mercato bloccato posta tra il capo e il collo. Ora, come sottolinea il Corriere dello Sport, il player trading è la regola. Vendere i calciatori migliori – Milinkovic, Luis, Ciro, Guendouzi, il Taty – è diventato l’unico strumento per finanziare il mercato e dare fondi alla società, impoverita dai mancati incassi delle coppe e dallo svuotamento dello stadio. E adesso è il turno di Romagnoli e Provedel, e poi chissà. Forse Mandas, forse Gila. Di certo non Taylor.

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Dalla passione per lo sport al suo racconto. Laureato in Giurisprudenza all’Università Statale di Milano, scrivo articoli per il web e collaboro con LazioNews.eu da novembre 2025.

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