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INTERVISTE

Motta: “Da bambino sognavo di parare rigori. Lotito? Mi ha abbracciato e detto una frase importante”

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Motta intervista Lazio 29 aprile

Il giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti, attraveso una lunga intervista comparsa sulle colonne di TuttoSport, ha voluto raccontare Edoardo Motta – giovane portiere della Lazio – dopo le sue prodezze con l’Atalanta in semifinale di Coppa Italia.

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L’intervista di Massimo Giletti a Edoardo Motta

Motta sulla vigilia della semifinale di Coppa Italia

“Vede, io vivo tutto serenamente. Sapevo bene che fosse una partita importante, un vero e proprio spartiacque per la nostra stagione, ma dentro di me ero estremamente tranquillo. Nel pomeriggio ero riuscito a rilassarmi per qualche ora. Il mio problema è tentare di dormire dopo una partita! L’adrenalina è sempre troppo forte”.

Motta sul sogno di una semifinale

“Sì! Da bambino sognavo spesso di parare un rigore. Era sempre un sogno bellissimo”.

Motta sui rigori

“Avevo studiato con i preparatori tutti i particolari dei possibili rigoristi nerazzurri. Era nascosto tutto in un bigliettino, che avevo messo dentro la borraccia che porto sempre con me. L’ho nascosto in un asciugamano perché non volevo che qualcuno lo vedesse. Adesso me lo tengo sul comodino come ricordo”.

Motta sulle dediche dopo le parate

“Dopo la semifinale ho pensato a mio padre Giacomo e a mia madre Sabrina. Mio padre fa il meccanico e con mamma hanno fatto tanti sacrifici per sostenere il mio sogno. Poterli ripagare è la gioia più grande”.

Motta su Buffon

“Ho una stima immensa per Buffon, lo vedevo giocare da bambino, quando mi allenavo a Vinovo, e cercavo di carpirgli qualche segreto. Sono felice che fenomeni come Gigi o leggende viventi come Dino Zoff mi seguano e analizzino le mie parate. È una responsabilità enorme, ma anche motivo di orgoglio”.

Motta su Lotito

“Mi ha abbracciato e mi ha detto una frase molto importante: “sono felice, non per le tue prodezze, ma per la persona che sei”.

Motta sulla sua storia da portiere

“Ho scelto io di fare il portiere. A casa mia non avevamo un giardino e si giocava spesso sulla ghiaia. Anche se mi facevo spesso male, tuffandomi, non mi importava nulla: volevo fare il portiere e basta, fin da subito”.

Motta su Dio

“Non ci credo. Credo solo nel mio lavoro. La mia fede è tutta lì”.

Motta sul suo sogno

“Continuare a lavorare con la stessa intensità che sto mettendo in campo”.

Motta sulla sua vita privata

“Al momento non sono fidanzato perché adesso vivo per il lavoro e se mai dovesse essere non sarebbe certamente un’influencer, ma una ragazza delle nostre parti. Sono stato innamorato, alle elementari. Lei si chiamava Martina, non l’ho più vista…”

Motta e la citazione letteraria

 “Aveva ragione Borges. Il successo nasconde molte insidie ed io non pensavo che avrei mai vissuto un momento come questo, ma penso di sapere come gestirlo”.

Motta sul più forte della storia

“Tra Messi e Ronaldo scelgo Messi perché fa prevalere il talento sul lavoro: non è costruito come Ronaldo. Maradona? Per me lui è inarrivabile”.

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