LAZIO NELLE SCUOLE – In una giornata tanto speciale per la Lazio, torna anche la Lazio nelle Scuole. Una delegazione biancoceleste – formata dal presidente Claudio Lotito, da Francesco Acerbi e da Alessandro Murgia – ha raggiunto il collegio San Giuseppe di Piazza di Spagna.  Il tema del giorno è il fair play.

Il primo a parlare è il Presidente Lotito:” Chi raggiunge un risultato barando, non può avere lo stesso valore di chi, con sacrificio, ha raggiunto quello stesso risultato. Come il doping. Gli obbiettivi si raggiungoino con il sacrificio. Lo sport è dedizione e, di conseguenza, il fair play è un fatto concreto. Per raggiunmgere un certo obbiettivo, devi dare tutto te stesso e fare in maniera di prevalere. In questo modo, anche gli altri riconoscono le tue capacità. Ci vuole molto più tempo senza scorciatoie. Lo sport non prevede quest’ultime, ma neanche la vita. La più grande soddisfazione è che dopo grandi sacrifici si raggiumnge un traguardo“.

Prendendo voi come esempio (riferendosi ai bambini) se due compagni prendono lo stesso voto, ma uno cha copiato, non avrà mai la stesso soddisfazione. Lo sport serve per misurarsi con gli altri sì, ma nel rispetto degli altri. Se non ci fosse rispetto allora non si potrebbe partecipare a nessuna competizione. Come per la Lazio. Partita in difficoltà e con un fatturato molto più basso rispetto alle altre squadre, si sta togliendo qualche soddisfazione. Concludo dicendo che fare sport è bello, ed educa soprattutto al rispetto dei valori fondanti della società civile. Quando avrete assunto questo modo di pensare, potrete parlare con tutti a viso aperto“.

LE DOMANDE DEI BAMBINI

Cosa succede quando si vince con un errore arbitrale? 

Murgia: “Come sei triste e scontento quando perdi per un errore arbitrale, al contrario sei felice quando succede il contrario. Una vittoria è una vittoria, anche se è meglio conquistarla con merito. Esiste un percorso che ti porta alla vittoria, che è il risultato finale del lavoro con i compagni. L’importante è lottare tutti insieme”. 

Volevi fare il calciatore? 

Acerbi: “Avevo solo voglia di diventare giocatore, dalla prima volta che i miei genitori mi hanno messo la palla in mano. È diventata la mia ragione di vita. Normale che servano sacrifici e io li facevo volentieri, perché questa è sempre stata la mia passione. Io ho un po’ tralasciato la scuola, non va fatto. Per fortuna sono diventato un calciatore. Ma innanzitutto bisogna andare bene a scuola”. 

Peggio perdere un derby o sbagliare un rigore? 

Murgia: “Fai la domanda alla persona giusta. Il derby è la partita più importante dell’anno per uno come me, che sono un tifoso biancoceleste cresciuto nella Lazio. Importa più il gruppo, quindi preferisco sbagliare un rigore io e che la squadra vinca il derby”. 

Hai pensato di mollare dopo una sconfitta? 

Acerbi: “No, anzi. Ovviamente ti brucia e non vedi l’ora di giocare la partita successiva. Bisogna capire gli errori, non bisogna mai mollare. E questo vale nello sport e nella vita.  Mollare è troppo facile. Serve far leva sulla forza giusta e reagire. Sicuramente è difficile, ma chi riesce a farlo poi vincerà”.

Come reagisci a un cartellino rosso? 

Murgia: “Con molta rabbia e delusione. Vorresti tornare indietro per non commettere l’errore, perché sai che in quel modo hai messo in difficoltà la squadra. Giocare con un uomo in meno è complicato. Anche prendere il cartellino rosso, però, può essere una lezione, così come ogni episodio negativo”.

Uno dei bambini, prova a fare una proposta al presidente Lotito: “Visto che siamo nel periodo di calciomercato, perché non prendete me? Vengo anche gratis…”.

AGGIORNAMENTO ORE 11.30 – Oltre ai due calciatori Murgia ed Acerbi, presente all’evento anche il presidente della Lazio Claudio Lotito.




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