INTERVISTE POST GARA – Al termine della sfida dell’Olimpico, Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Sky Sport:

Sull’errore sotto porta nel primo tempo…

“Ci vuole anche bravura nello sbagliare certi gol (ride, ndr). Dovevo fare gol, mi rammarico per la squadra se non l’ho fatto. L’ho colpita proprio male, ho preso un sacco di insulti da chi mi ha al fantacalcio. Spero di rifarmi nelle prossime giornate”.

Sulla preparazione della partita…

“Avevamo studiato il Pescara e l’abbiamo preparata bene. Volevamo essere aggressivi e rischiare il tre contro tre dietro. Li abbiamo costretti a calciare la palla lunga, l’abbiamo preparata bene. Abbiamo corso tutti l’uno per l’altro. Con questo spirito possiamo fare bene. Avremmo potuto segnare ancora, bisogna pedalare per novanta minuti e per trentotto partite”.

Obiettivi?

“La Lazio può stare nella parte sinistra della classifica, tra due mesi ti dirò se nella parte alta o bassa della classifica. Se giochiamo tutti l’uno per l’altro, possiamo fare davvero bene. Siamo una squadra che può essere anche all’altezza del Milan se giochiamo con questo spirito. Anche i giovani devono capire che bisogna fare entrambe le fasi, correre e lottare. La Juventus e la nazionale devono essere il nostro esempio. Servono i ritmi alti anche durante la settimana in allenamento. Credo che con il Milan possiamo fare bene”.

Murgia?

“Io ho 31 anni e mi sento ancora giovane. Negli allenamenti do sempre il 100% , non mollo mai. I giovani in questo modo possono tagliarsi il loro spazio e avere un futuro roseo. Sono orgoglioso di vederli crescere così poi per ricordare di aver giocato con loro appena smetterò”

 

PAROLO IN MIXED ZONE

“Faticata? Non credo, se avessi fatto gol io o Ciro sarebbe stata una partita diversa. La Lazio ha dimostrato di aver preparato bene questa partita, in campo correvamo tutti e tutti sapevano cosa fare. Gli attaccanti erano i primi difensori, Felipe ha difeso bene e in difesa abbiamo sempre concesso il 3 vs 3, ma siamo bravi e ce lo possiamo permettere. Milinkovic e Cataldi hanno fatto bene, sono contento anche per l’esordio di Murgia. Se pedaliamo tutti quanti nella stessa direzione possiamo stare stabilmente nella parte destra della classifica”.

È uno spogliatoio diverso…

Abbiamo delle regole chiare. C’è l’idea che chi non pedala non gioca, il mister lo ha dimostrato. Noi vecchi dobbiamo dare l’esempio ed i giovani devono seguirci. Non facciamo i fenomeni. Sappiamo che per vincere bisogna pedalare. La Juventus è un esempio. Nessuno vince da solo le partite, soltanto con il gruppo ci togliamo le soddisfazioni”. 

Su Inzaghi:

“Ha tanta voglia di far bene, tanta rabbia dentro. Quando parla si carica, arriva quasi ad urlare. Ci contagia e ci fa dare tutto in campo. È un uomo vero, dice sempre quello che pensa. Chi se lo merita gioca”.

Vi piace questa Lazio che cambia spesso modulo?

“Mi piace, siamo giocatori in grado di cambiare modulo. Abbiamo tante soluzioni e deve essere un vantaggio e non uno svantaggio. Nell’arco della stagione troveremo sicuramente uno schema di riferimento. Anche il mister deve fare le sue esperienze, a seconda dell’avversario troveremo la formazione migliore”.

Come è tornato Keita?

“Non era riferito a lui il mio discorso di prima. Si è integrato bene, con lo spirito giusto. Deve sacrificarsi per i compagni, solo così possiamo andare avanti tutti insieme. Speriamo che questa sia una base di partenza ed un credo per noi”.

Sei fiducioso per Milano?

“Con questo spirito si”.

La volevi piazzare di testa?

“No, volevo maledirmi (ride, ndr). Mi è successa la stessa situazione con Marchetti in un Lazio-Parma e me l’ha parata. Oggi gli ho voluto dare più potenza ma l’ho presa talmente male che è finita alta. Per fortuna abbiamo vinto ed è passato in secondo piano”.

Meglio con Keita che con Djordjevic...

No, anche nel primo tempo abbiamo fatto bene creando 4-5 palle gol. L’importante è giocare con intensità”.

 

PAROLO A LAZIO STYLE RADIO

“Sono contento perché abbiamo studiato bene l’avversario e messo in pratica fin dal primo minuto quello che volevamo fare. Quando metti in campo il lavoro settimanale e riesci è bellissimo. Si sono sacrificati tutti, hanno dato tutti il proprio contributo giocando insieme, questo vuol dire essere squadra. Abbiamo dato già dei segnali a Bergamo, qui con la Juve e a Verona anche se abbiamo sofferto e questo deve essere la nostra forza. Le nostre armi, l’umiltà e la voglia di correre tutti quanti. Dietro abbiamo tre che sanno giocare il pallone, Danilo si è fatto trovare pronto smistando il pallone, i due attaccanti danno spazio ai laterali per inserirsi. E’ una squadra che pedala, siamo offensivi ma poi dobbiamo difendere, se lo facciamo tutti, possiamo fare bene. Ma dobbiamo correre tanto”.

Sul rigore….

“Un conto era se Caprari spostava la palla per crossare, non è che l’intervento di Bastos condizionava il cross, ormai l’aveva già fatto. Però sono decisioni che non spettano a noi.

Sulla partita:

“La squadra nel primo tempo ha comunque creato tante occasioni, il Pescara ha messo in difficoltà gli avversari nelle prime tre di campionato. Noi dobbiamo sempre soffrire per segnare e vincere. Sono contento anche per l’esordio di Murgia, abbiamo buone basi, ottimi concetti e giovani capaci e forti. Solo lavorando possiamo fare bene, e questo lo sappiamo tutti”.

Il Milan?

“Andiamo a Milano con lo spirito di capire che se giochiamo con questa intensità e mentalità possiamo giocarcela con tutti. Non siamo fenomeni, quindi dobbiamo sacrificarci e correre tutti. Lavoriamo per questo, tenere questo modulo è molto faticoso”.

Djordjevic-Keita?

“Anche Djordjevic oggi ha giocato bene, Keita ha spaccato la partita, ma Filip prima di lui ha fatto il lavoro sporco”.


17-09-16-PAROLO-LAZIO-PESCARA di lazionews

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.