NOTIZIE LAZIO – “Mi mancano molti i miei amici romani, mi hanno aiutato molto alla Lazio”. Parla così Bryan Perea, attaccante colombiano arrivato nella Capitale nel settembre del 2013. Attualmente al Lugo, serie B spagnola, il 23enne si racconta ai microfoni di GianlucadiMarzio.com:

“Mi manca molto anche il cibo, la pasta norcina soprattutto. Con la Lazio segnai in tutte le competizioni. Il gol più bello quello contro il Parma al 90esimo minuto, un’emozione unica. Non mi sono mai riuscito ad esprimermi. Colpa mia, ma anche dei tanti infortuni. Io sono sempre voluto rimanere alla Lazio. Mi ha fatto piacere che Tare mi definì il nuovo Cavani, però non ho potuto dimostrarlo. Mi ricordo che quando firmai ero felicissimo. La Lazio è una squadra forte ed un grande club, storico ed internazionale. Keita e Felipe sono come fratelli. Klose era unico, un leader silenzioso. Parlava poco, ma quando parlava tutti lo ascoltavano. Ti diceva cosa fare, come muoverti. Invogliava la squadra a migliorare, un referente. Voglio dimostrare che posso giocare in Serie A. Se mi avessero dato la possibilità di giocare avrei potuto far bene, ma non è andata così”

I prestiti:

“Sono andato prima a Perugia e poi in Francia. Tornassi indietro non andrei al Troyes. C ‘erano alcuni problemi, qualche casino, tante situazioni che non andavano bene. Io ero in prestito secco, ad un certo punto hanno deciso di non farmi giocare più”.

Sul Lugo:

“Siamo secondi a 17 punti, il Levante è primo a 23. Sto bene qui, il campionato è molto difficile: si gioca sempre palla a terra ed in velocità”.

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