Parolo: "Lazio? Quest'anno servirà per tirare le somme". E sui suoi ex compagni...

Pubblicato 
giovedì, 27/01/2022
Di
Emanuele Castellucci
Marco Parolo SS. Lazio
Tempo di lettura: 2 minuti

PAROLO LAZIO - La Lazio quest'anno ha cambiato guida tecnica. Al posto di Simone Inzaghi è arrivato Maurizio Sarri. Un cambiamento radicale se si pensa alle differenze nel modo di giocare. L'ex biancoceleste Marco Parolo ha parlato del club capitolino e non solo in un'intervista rilasciata a Il Terzo Tempo.

Intervista Parolo: sulla Lazio

“Quando è arrivato Sarri sapevo che il percorso della Lazio non sarebbe stato semplice. Cambiare modulo e gioco, soprattutto per via del rapporto che c’era tra Inzaghi e i giocatori, immaginavo non sarebbe stato facile. Secondo me tutto quest’anno servirà per tirare le somme, capire chi sta con chi. Chi può continuare con Sarri e chi no e poi, dall’anno prossimo partire col progetto. Credo debbano ancora migliorare un po’ tutto. Ci sono stati passi in avanti in tutti i reparti, ma ancora non sono riusciti a mettere insieme tutti i pezzi al livello di gioco. Alcune partite lavorano meglio in un aspetto, altre in un altro e non riescono ancora ad avere continuità di prestazione in tutti e tre i settori, anche all’interno della stessa partita”.

Su Milinkovic

“È un ragazzo buono, consapevole della propria forza e di sani principi. Gli piace sentirsi leader e in questo periodo lo sta facendo bene, visto anche che siamo andati via dallo spogliatoio io e Lulic che eravamo un po’ dei punti di riferimento. Giusto che adesso abbia la possibilità lui di farlo”.

Su Luis Alberto

“Luis Alberto ha un carattere un po’ più stravagante, a volte più aperto a volte più chiuso. Per stare bene ha bisogno di sentire la fiducia dell’ambiente, della squadra e dell’allenatore. Ha qualità straordinarie, con un carattere un po’ particolare. Inzaghi ha saputo prenderlo benissimo per tirar fuori il meglio da lui”.

Su Acerbi

“Acerbi è uno diretto, che con la sua storia di vita può darti tanto. Non ha peli sulla lingua ed è diretto nel saperti dire le cose giuste. È un leader. L’ultimo anno si divertiva fin troppo a salire sulla tre quarti. Quando mi ha abbandonato in campo aperto con Lukaku ha fatto un brutto gesto. Io scherzo, ovviamente, lui le qualità le ha e faceva bene a provare ogni tanto. Solo qualche volta, ci prendeva troppo gusto”.

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