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Parolo su Clubhouse: “Futuro? Posso giocare ancora 2 o 3 anni”

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PAROLO CLUBHOUSE – Il nuovo social chiamato Clubhouse sta diventando uno dei canali di comunicazione preferito dai calciatori. Dopo Ciro Immobile anche Marco Parolo ha parlato attraverso la piattaforma nel programma SciabolaTalk. Il centrocampista ha affrontato diversi argomenti, tra cui anche il suo futuro.

Lazio, Parolo a Clubhouse: sul ruolo del portiere

“Ormai prepari le partite anche sui portieri avversari a seconda della bravura con i piedi perché aggredisci in modo diverso. Il ruolo dell’estremo difensore è cambiato. Parlando con Peruzzi, ai suoi tempi la palla si lanciava per la spizzata dell’attaccante. Adesso è diverso, l’estremo difensore tende a giocarla e spesso crea superiorità e cambia l’impostazione. Avere un portiere con questa qualità cambia tutto. Il calcio in generale è cambiato anche la preparazione fisica e gli allenamenti sono mirati. Quindici anni fa era tutto differente”.

Sui social

“I social e internet hanno cambiato il calcio. Quando giocavo in C c’erano due articoli sui quotidiani e basta. Ora potenzialmente ci sono 1000 siti che danno le notizie e i giovani, soprattutto quelli promettenti, rischiano di venire travolti da tutto questo. Fantacalcio? Un tasto dolente. Spesso mi fermano chiedendomi gol e assist. Al mare è un continuo di gente che ti blocca dicendoti che ha fatto follie per me e che devo fare gol. Spesso chiedo: ‘Ma mi paghi tu?’ I miei compagni stranieri lo odiano. Quando arrivano in Italia vengono tartassati sui social e, non conoscendolo, all’inizio restano spiazzati. Io il migliore negli inserimenti? Sono contento, anche perché io dico sempre che più ci provi e sicuro ci riesci. Cioè se fai 100 inserimenti e magari tiri dieci volte è probabile che due volte trovi il gol. Queste cose nel calcio possono fare la differenza”.

Su Klose e Immobile

“Sono due grandi giocatori, due super attaccanti che fanno e hanno fatto tanti gol. Miro giocava di più per la squadra, Ciro è devastante davanti alla porta. Quando il portiere para o tira fuori, per noi è quasi assurdo che non faccia gol. Diciamo: ‘ma come è possibile?'”.

Sul suo futuro

“Non mi piace stare in panchina, non credo che un professionista ami stare a guardare i compagni. L’obiettivo è sempre andare avanti fino a che il fisico lo permette. Voglio sempre spostare l’asticella sempre più in là. Se sto bene penso di poter giocare ancora. Altri due o tre anni? Penso proprio di sì. Se sto bene a 360 gradi su tutti i campi dalla famiglia alla squadra, se si va avanti tutti insieme. Importantissimo è tutto quello che circonda anche il calcio, se tutto gira nel verso giusto posso ancora dare tanto. Futuro dopo il calcio? Chi ha giocato deve restare nel calcio, non so in che ruolo ma restare per aiutare i più giovani. Sono talmente concentrato sulla stagione e sulla squadra. Il calcio ti leva tanto per la famiglia. È uno sport di sacrificio. A me piace anche evadere e divertirmi, ma ogni cosa che fai sai che poi dovrai rimetterti in riga. Dall’alimentazione alla vita sana, chi gioca a calcio deve impegnarsi su tutti i fronti”.

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