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Pedullà: “Libertà negata, oscurando una coreografia civile e orgogliosa”
Alfredo Pedullà è durissimo nel commentare il divieto imposto alla coreografia sulla libertà, organizzata in Tribuna Tevere in occasione di Lazio Milan. Ecco il suo commento, affidato a un post condiviso su Instagram.
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Il pensiero di Pedullà sul divieto alla coreografia sulla libertà durante Lazio – Milan
“Da bambino ti insegnano a pronunciare ‘mamma’ e ‘papà’. Da adolescente ti consigliano di non prescindere dalla parola ‘libertà’. Un inno, il tuo inno, un distintivo sul petto. Cresci e scopri che la libertà è soffocata nei giudizi verso un presidente, specialità di parte dell’etere romano: qualche scendiletto sparso senza dignità. In qualche caso mai una critica, un pensiero diverso, un contrasto verbale costruttivo. Poi addirittura quella “libertà” ti viene negata, oscurando e negando una coreografia civile e orgogliosa durante Lazio-Milan. Sarebbe stato l’inno di una nuova pagina, la democrazia che finalmente vince sulla sopraffazione di un pensiero.
‘Libertà che ho nelle vene, libertà che mi appartiene, libertà che è libertà’ (citazione)”.
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