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INTERVISTE

Pino Insegno: “La Lazio è identità, il nostro un atto d’amore. Siamo tutti uniti, questa è la verità!”

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Pino Insegno e Lotito

Il noto artista e tifoso laziale, Pino Insegno, nel corso dell’ultimo video di Brigata Lazio intitolato “Nel buio, la luce”, ha parlato della contestazione che stanno portando avanti i tifosi biancocelesti. Con lui presenti anche Mattia Briga e Alessandro Di Battista.

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Le parole di Pino Insegno nell’intervista sulla Lazio

“La Lazio ha una dimensione, ha un’identità. Quando sai come ti chiami, a che ora sei nato, dove sei nato e chi c’era vicino a te quando sei nato, è importante: è una cosa che ti dà veramente una collocazione, come si dice anche nei brand commerciali. Ora si è assottigliata totalmente la differenza tra una Curva e una Tribuna Montemario, tra una Tevere e una Sud. Non c’è più nessun tipo di divisione. 

C’è un giudizio unico nei confronti di questa situazione, e riuscire a mettere d’accordo tutti non è stato facile. Il nostro è un atto d’amore. Stare fuori dallo stadio mentre c’è una semifinale di Coppa Italia… se ce l’avessero detto qualche anno fa, avremmo risposto: ‘Ma che stai a dì? Io lì dentro ci sto pure se mia moglie divorzia’. Eppure è un forte atto d’amore. Si è assottigliato tutto questo, c’è un pensiero unico. Noi non pretendiamo di vincere per forza, ci piacerebbe, ma non è quello. È sempre stato un atto d’amore”.

Su Lotito, Sarri e Immobile

“Da Lotito basterebbero poche parole: ‘Chiedo scusa, non abbiamo una lira, stiamo vicini’. Quanto sarebbe bello allo stadio vedere Oddi, Nanni, Signori, Lulic… E invece là dentro non c’è nessun laziale. Perché Immobile è un’auto usata che non funziona più? Ha fatto più di 150 gol, tu dovresti inchinarti e ringraziarlo come facciamo tutti noi. Noi siamo un popolo di fratelli, l’ha detto anche Sarri. L’influenza della Lazio è fortissima, lui è arrivato qui e si è innamorato, non puoi non farlo. Io vorrei vedere chi ha reso grande questa squadra, amarla. Invece chi se ne va, non ci considera più, odiano la situazione dove sono capitati e sono stati fatti fuori. La cosa bella sarebbe riuscire ad avere dei confronti veri, non a distanza. Ma ora è impossibile”.

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