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Altro strappo tra tifosi e società: contro il Lecce la curva non sarà presente

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Bandiera Vincenzo Paparelli

Sulle pagine dell’edizione romana di La Repubblica tiene banco la protesta nei confronti della società da parte del tifo organizzato, che con un comunicato ha annunciato lo sciopero del tifo per la partita contro Lazio Lecce del 23 novembre.

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Le cause della protesta del tifo organizzato contro la società in Lazio Lecce

A monte della scelta da parte del tifo organizzato di non entrare all’Olimpico in occasione della partita contro il Lecce c’è la decisione della società Lazio di impedire l’accesso sulla pista d’atletica dello stadio alla nipote di Vincenzo Paparelli, il tifoso tragicamente ucciso da un razzo partito dalla Curva Sud prima del derby del 28 ottobre 1979. Giulia, la nipote 14enne di Vincenzo, infatti, avrebbe dovuto dare il via alla scenografia organizzata dalla curva in ricordo di suo nonno; tuttavia, uno steward della società le aveva negato l’accesso al campo e la ragazza non aveva potuto fare altro che assistere al match dal posto che i tifosi stessi le avevano acquistato in curva.

Le ragioni del divieto

Il divieto da parte della società può spiegarsi soltanto se inserito all’interno della cornice rappresentata dalle continue tensioni tra gli ultras e la società, considerato, tra l’altro, che la società stessa aveva invitato i Paparelli ad assistere al match in tribuna autorità, ma avevano preferito sedersi nei posti acquistati dai tifosi. La certezza, dunque, è che contro il Lecce mancherà il sostegno del settore più caldo dello stadio e di quanti accolgano l’invito a partecipare allo sciopero del tifo.

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Redazione Lazionews.eu
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