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Pugilato, il campione italiano Mondongo: “Sono un malato di Lazio”

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PUGILATO MONDONGO LAZIO – Christopher Antony Mondongo venerdì ha conquistato il titolo di campione italiano dei pesi piuma contro Suat Laze. Oltre ad essere un grande pugile è anche un “malato di Lazio“. Il 31enne ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui spiega la sua passione per i colori biancocelesti.

Intervista Mondongo: sulla passione per la Lazio

“Ho frequentato lo stadio con il mio padrino da quando avevo 6 anni. A 14 feci l’abbonamento in Curva con gli amici. L’ultima trasferta a Parma, 0-1 di Caicedo. Sarebbe bello tornare all’Olimpico. Sono malato di Lazio, il mio primo tatuaggio è stata un’aquila sulla spalla. Ora ne ho una quindicina. Ho giocato a calcio al ‘Francesca Gianni’, sono stato alla Lazio 8-9 stagioni fino a 16 anni. Ma non ero un campione e così sono diventato un pugile. La scomparsa di Guerini? Quando ho vinto il titolo di campione ho dedicato un pensiero anche a lui, non si può morire così. Un bacio al cielo. Conosco diversi ragazzi della Primavera come Czyz e Moro. Daniel era un grande laziale. Quanti calciatori conosco di persona? Bastos è un caro amico. Sono titolare di un barber shop a Piazza Cola di Rienzo, sono venuti da me Caicedo, Fares, Hoedt e Djavan Anderson. Spesso, quando si poteva, andavamo a Formello a fare i capelli ai calciatori in vista delle partite. Lazio in Champions? Sì può farcela, io sono diventato campione d’Italia perdendo il primo match da ‘Pro’, figuriamoci se non possono farcela i biancocelesti. Purtroppo la pandemia ha interrotto la magia che c’era la scorsa stagione all’Olimpico. I ricordi più belli da tifoso? Il 26 maggio, poi gli altri derby vinti e la finale di Coppa Italia con la Sampdoria“.

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