FACCIA A FACCIA – Qualcuno di loro si ricorderà bene il disastro del Bentegodi. Forse, più di quel saluto frettoloso alla Champions, è stata l’amara sconfitta contro il Chievo a sconvolgere la Lazio di Pioli, riducendola da squadra unita a gruppo problematico. Si riparte da qui: Maran contro Inzaghi, Immobile contro Inglese.Ciro Klose‘ esce da una settimana fortunata: il gol in Nazionale,  la fiducia del mister e, incredibilmente, gli elogi dei media. Inglese viene dalla bruciante sconfitta rimediata contro la Fiorentina, ma la buona prestazione dei gialloblù contro l’Inter regala manforte ai padroni di casa, ma  una certa preoccupazione nei biancocelesti. I due ex Pescara si ritrovano, uno contro l’altro, come tori a puntare la porta. Due cecchini tanto lontani quanto vicini: dalle origini meridionali al tranquillo stile di vita.

DA PESCARA ALLA SERIE A –  Roberto è nato a Lucera, in provincia di Foggia. Ciro a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Due centravanti, entrambi forti fisicamente, che riescono ad ottenere una buona elevazione e una discreta agilità nel dribbling. Inglese è un classe 1991, Immobile è di un anno più “vecchio”: mentre il primo muove i suoi passi nel Pescara, il secondo nella provincia abruzzese farà la sua fortuna. Robertino gioca nelle giovanili dei delfini e indossa la maglia biancazzurra dal 2007 al 2010: in Serie B debutterà proprio nella gara Pescara-Siena terminata 1 a 1 (sarà la sua unica presenza in Serie B con i biancazzurri). Lo stesso anno approda al Chievo, ma per l’esordio in Serie A dovrà attendere il 20 settembre 2015. Tre i gol stagionali: contro la Sampdoria, in Carpi-Chievo e nella successiva Chievo-Udinese, in cui realizza una rete da 25 metri con un potente tiro in girata.

IL ‘DELFINO’ BIANCO…CELESTE – Ciro arriva a Pescara qualche anno dopo. Esattamente nel 2011, quando alle spalle aveva le giovanili al Sorrento, la chiamata alla Juventus e l’esperienza di Siena e Grosseto: un giovanissimo veterano che, in terra abruzzese, dimostrerà di saper fare benissimo una cosa: i gol, tanti. Uno più bello dell’altro: 28 per la precisione, in 37 partite. Due anni dopo essere riuscito a carburare in Serie A, si ripete: stavolta al Torino, in 33 partite ne fa 22 e diventa capocannoniere della massima serie.

LA SFIDA DEL BENTEGODI – Eccoli alla resa dei conti, gli ex biancazzurri. Di strada ne hanno fatta, insieme a chi ha ci creduto con loro: su tutti Maran e Ventura, gli artefici del destino e della gloria dei due. Il tecnico del Chievo lo schiererà lì davanti, sperando il ripetersi della gara mai messa in discussione dell’anno scorso. Il ct della Nazionale ha donato linfa, fiducia  ed ottimismo al biancoceleste che si presenta all’appuntamento con il campionato più motivato di quando aveva esordito a Bergamo. Sarà la sfida di chi ce l’ha fatta, ma è sempre in cerca di stimoli nuovi ed obiettivi diversi. La sfida di due bravi ragazzi del Sud si gioca nel profondo Nord: saranno proprio le loro giocate ad essere decisive? Al Bentegodi l’ardua sentenza.

M.S.

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