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Sarri-Atalanta: cosa succede alla nave se il comandante non affonda con l’equipaggio?

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Una domanda lecita: cosa sarà della Lazio dopo il passaggio di Maurizio Sarri all’Atalanta? Cosa succede a una nave quando il comandante non affonda con essa e con l’equipaggio? Riuscirà a galleggiare o naufragherà? Troverà una sorta di rivalsa verso il suo ormai ex condottiero o sarà costretta ad ammirare le gesta altrui dai flutti dell’oceano? La nostra analisi sul futuro, tutt’altro che chiaro, di una Lazio che deve ritrovare se stessa.

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La Lazio è una nave che naufraga , il comandante Sarri va all’ Atalanta : la nostra analisi

In una stagione difficilissima, Maurizio Sarri è sempre stato il faro della squadra. Luce tecnica per un gruppo che ha deluso, ma che ha fatto il massimo e cassa di risonanza per le proteste di giocatori e piazza contro una gestione che, di certo, non ha contribuito a rendere la rosa all’altezza di una sfida europea. Senza entrare, ovviamente, nelle questioni finanziarie legate al blocco del mercato.

Nella più comune delle metafore marinaresche, il capitano affonda con la sua nave. Obbligatorio: l’uomo al timone deve salvare l’onore dell’equipaggio e il proprio, rifiutando di lasciare a bordo il carico e i suoi sottoposti, spesso compagni di avventura, tentando fino all’ultimo di salvare la nave, anche se spacciata.

Se la Lazio fosse un legno sballottato dalle correnti e dalle alte onde dell’oceano, la metafora vedrebbe il capitano Sarri abbandonare la nave, verso quell’Atalanta che i flutti pare aver imparato a domarli, a sfruttarli, usando i venti del mercato per ottenere risultati insperati. Se ne va il comandante, l’equipaggio biancoceleste deve trovare il modo di galleggiare. E non sembra facile.

La domanda sorge spontanea: se Sarri era tornato alla Lazio per amore, per legame con i tifosi, il suo addio significa che la Lazio è già affondata? Il passaggio alla Dea certifica una realtà drammatica, fatta di un inabissamento ormai inevitabile? Solo il tempo potrà dirlo, anche se i segnali di questo giugno che di mondiale, a Roma, ha davvero poco, non sono incoraggianti.

Non ci sono certezze sul mercato, non c’è una certezza sull’allenatore, non sembrano esserci certezze tecnico-tattiche: insomma, la nave è ancora in balia della tempesta.

Eppure, tra cavalloni pronti a ribaltarla, la Lazio può contare su un equipaggio saldo, fatto di giocatori che hanno dato tutto e da una tifoseria pronta ad abbracciarla, seppur spesso da lontano. Non certo il faro di Maurizio Sarri, che sapeva guidare anche nella nebbia, ma un lumicino che lascia ben sperare per il futuro di un Club che, aggrappandosi alla sua storia, non si arrenderà mai.

Martino Cardani

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Giornalista pubblicista, da sempre appassionato di scrittura e di calcio, amo raccontare la Serie A, con anni di esperienza sul campo tra gli stadi italiani. Attualmente ricopre il ruolo di caporedattore di Lazionews.eu.

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