APPROFONDIMENTI
La difesa di Sarri è un muro: ecco il segreto della Lazio
Il percorso avviato dalla Lazio dopo la trasferta di Genova presuppone obiettivi di classifica, ma ha come scopo principale quello di migliorarsi per esser pronti in vista della prossima stagione. Quel che la squadra otterrà sarà solo un di più rispetto al fine unico di questo campionato. Maurizio Sarri ha impiegato alcune settimane per riambientarsi, poi ha ridimensionato le proprie richieste e aspettative. A quel punto, ha allestito una difesa tra le più impenetrabili d’Europa.
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Maurizio Sarri e la sua difesa: il segreto della crescita di questa Lazio
Il mister ha lavorato dal punto di vista psicologico. Ha tirato fuori dai giocatori le motivazioni di cui avevano bisogno. È andato incontro ai ragazzi, cambiando anche la sua chiave tattica, di cui è sempre stato geloso, e adattando le sue richieste alle caratteristiche di calciatori forse tecnicamente non entusiasmanti, ma che si stanno contraddistinguendo per la loro disponibilità.
Parallelamente a questo lavoro, che si protrarrà per tutto l’anno, il tecnico ha impostato una fase difensiva impeccabile. Sarri ha ritrovato giocatori come Patric, Marusic, Lazzari, Hysaj, Romagnoli e Pellegrini, allenati nella precedente esperienza a Roma, ai quali si sono aggiunti Provstgaard e Tavares. Il materiale umano a disposizione per riprendere quanto lasciato in sospeso c’era, ed è stato sfruttato. La Lazio si è rivelata, fin dalle prime partite, una squadra attenta e compatta.
Che numeri in difesa
Giunti al sedicesimo turno, la media di errori che portano a conclusioni avversarie verso lo specchio è meno di 1 a partita (siamo a 0,9). Gli 11 gol subiti rendono la Lazio la seconda miglior difesa della Serie A dopo la Roma (8) e la terza in Europa, dietro i giallorossi e l’Arsenal (10). Un bell’aiuto, naturalmente, lo ha dato la crescita di Provedel, dopo un anno complicato. Il portiere classe 1994 è un fedelissimo di Sarri, anche per le sue qualità con la palla tra i piedi.
Come gioca la Lazio di fronte alla propria porta
La Lazio controlla bene gli avversari. Il blocco difensivo è solido, sufficientemente alto e molto guardingo. Al contrario dell’anno scorso, difficilmente va in pressione nella trequarti avversaria. La media dei tackle nel terzo offensivo è tra le più basse della Serie A, mentre il numero di passaggi concessi agli avversari è elevato. È il sintomo di una squadra che non pressa con forza, ma decide di aspettare la giocata. I biancocelesti preferiscono agire d’intercetto. In questo senso, i dati ci offrono un ulteriore conferma.
La Lazio ha una media di 8,9 intercetti a partita. Il totale di 131 palloni intercettati è il secondo migliore nel nostro massimo campionato, dietro soltanto all’Hellas Verona. Per quanto riguarda i tackle, i dati sono ben diversi. La squadra di Sarri, a questo riguardo, crolla vertiginosamente in penultima posizione, con appena 203 contrasti vinti. Peggio ha fatto solo la Fiorentina, desolatamente in fondo alla classifica di Serie A.
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Redazione Lazionews.eu
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