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Maurizio Sarri furioso: calendari da rifare e infortuni con le Nazionali, storia di un calcio che non funziona
Maurizio Sarri non le ha mandate a dire. Non importa chi sia il destinatario, ciò che conta è il messaggio: questo calcio non funziona (più). Calendari asfittici e completamente da rifare, giocatori che si infortunano con le Nazionali e spariscono per diversi giorni, trasferte intercontinentali in pochissimo tempo; tutto questo ha denunciato il tecnico toscano.
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Sarri furioso contro un calcio integralmente da rifare
Sarri non si tiene un cece in bocca, come si usa comunemente dire. Ed è stato così anche in occasione della conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo Lazio, in programma al Mapei Stadium domenica 14 settembre alle 18:00. Il tecnico toscano ha posto l’accento sulle dinamiche malsane e malate di un calcio che non può funzionare più, almeno non a questi ritmi e non con questa impostazione.
I calendari sono sempre più densi e asfittici, le soste per le Nazionali sempre più spesso diventano occasione per macinare acciacchi e infortuni, le trasferte intercontinentali che ne conseguono sfasano inevitabilmente quei calciatori costretti a coprire distanze oceaniche in pochissimo tempo. Tutti lo sanno ma nessuno ne parla, eccetto Maurizio Sarri.
Queste le parole del tecnico: “Bisogna domandarlo ai ct, due (Dia e Dele Bashiru, ndr) li ho rivisti ieri (venerdì, ndr), quindi con due allenamenti verso la partita che dal punto di vista fisico non danno indicazioni. Le difficoltà sono queste. Un calciatore tra tutte le chiamate ha già 48 giorni di assenze, più la Coppa d’Africa, il Mondiale per club e le vacanze: vengono pagati 6 mesi per fare altre cose. Il calendario è completamente da rivedere”.
Poi su Zaccagni e Rovella: “Sono rientrati acciaccati dalla Nazionale. Zaccagni ha avuto un’evoluzione positiva. Per Rovella non sappiamo se sarà disponibile o meno. Vedremo prima della partita. Nelle nazionali i tempi di recupero sono meno rispettati che nei club. L’acciacco (affaticamento agli adduttori, ndr) di Rovella forse è stato sottovalutato. Fossero stati sicuri di non poterlo utilizzare lo avrebbero fatto rientrare. Non vedo altre motivazioni”.
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