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Lazio, disastro attaccanti: Sarri li sta provando tutti ma è senza centravanti

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Maurizio Sarri

Sarri sta provando tutti i centravanti che ha attualmente a disposizione, ma la verità è che è senza attaccanti. Per motivi diversi, per ragioni diverse, ma il reparto offensivo biancoceleste non ha mai decollato. Ecco tutti i motivi.

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Lazio e Sarri senza attaccanti: una panoramica sui centravanti biancocelesti

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, il dilemma del numero 9 per Sarri è ben lontano dall’essere risolto. Manca il guizzo del centravanti, la finalizzazione, la densità in area avversaria, lo spunto del bomber di razza. Vai in difficoltà, magari prendi gol e poi rimontare diventa difficilissimo. Vanno a segno gli esterni, non i numeri 9. Ecco perché il decollo definitivo della squadra è stato rinviato e la formazione biancoceleste è imprigionata al centro della classifica.

Una considerazione: il Bologna aveva a disposizione Castro, Dallinga e Immobile. Tre centravanti di spessore li ha anche la Cremonese; basti pensare a Vardy, Bonazzoli e Sanabria. Non ci vuole quindi uno scienziato per comprendere dove Lotito dovrebbe intervenire sul mercato per migliorare la squadra, fermo restando che di Immobile ce n’è stato solo uno nella storia della Lazio (207 gol), riuscendo a superare anche mostri sacri come Piola, Chinaglia e Signori.

Sarri aspetta Castellanos, l’argentino ha giocato titolare contro Milan e Bologna ma deve trovare ancora la condizione migliore. Dia è in partenza per la Coppa d’Africa, mentre Noslin ora sembra in rimonta rispetto alle settimane precedenti. Le statistiche sono dalla sua parte: 4 tiri su 4 nello specchio in 9 spezzoni di partita, totale di 106 minuti giocati, per la prima volta 30′ con il Bologna.

Una panoramica sugli attaccanti biancocelesti

BOULAYE DIA – Il più utilizzato in assoluto da Maurizio Sarri, viste anche le contingenze legate al lungo stop di Castellanos. Un solo gol messo a segno fino a questo momento, contro il Verona nella seconda di campionato, in 805 minuti giocati. E’ rimasto in panchina in Coppa Italia contro il Milan e con il Bologna in campionato. Ora dovrebbe partire per la Coppa d’Africa dopo la partita con il Parma al Tardini.

TATY CASTELLANOS – In ritardo di condizione, nervoso, fa fatica a scattare e tirare in porta. Sarri lo sta impiegando con la speranza di recuperarlo e riportarlo nella migliore forma. Le cifre dicono 8 presenze, 518 minuti in campo, 15 tiri, di cui 7 nello specchio, 2 gol. L’ultimo timbro a Marassi con il Genoa, fine settembre. Troppo poco.

TIJJANI NOSLIN – Sarri ne riconosce le qualità tecniche, ma lo considera anarchico, senza un ruolo preciso, non esattamente un centravanti. Ha giocato 106 minuti in 9 presenze. La media dice 11,7 minuti a partita. Un po’ poco per bocciarlo. In un tempo così limitato, ha guadagnato il rigore del pareggio (3-3) con il Toro e ha firmato il 2-0 con il Lecce. Una prodezza di Maignan gli aveva negato la rete in Coppa Italia. Sicuri che non meriti almeno due o tre partite dall’inizio?

di Claudio Troilo

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