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Sarri: “Siamo in un momento delicato, dobbiamo essere più umili”

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LAZIO FIORENTINA CONFERENZA STAMPA SARRI – La Lazio, dopo la sconfitta col Verona, è andata in ritiro a Formello per preparare la sfida con la Fiorentina. Il match in programma domani, mercoledì 27 ottobre alle 20:45, è valevole per la 10^ giornata di Serie A. Alla vigilia della partita è intervenuto Maurizio Sarri nella consueta conferenza stampa.

Conferenza stampa Sarri: sul ripartire nel giusto modo

“Se siamo pronti a ripartire? Si spera sempre di sì, vediamo le risposte. Sappiamo la gara che dobbiamo fare. Vedendo l’atteggiamento in questi giorni penso di sì”.

Sulla Fiorentina

“La Fiorentina è una squadra forte, mi sembra che abbia un gioco diverso rispetto al passato, ha fatto meglio fuori che in casa ed è in crescita, può avere un futuro importante. Immobile-Vlahovic? I giocatori importanti possono sempre decidere il risultato. Ciro da anni segna in modo impressionante, Dusan è giovane e forte. Saranno importanti”.

Sul ritiro e il confronto con i giocatori

“Abbiamo avuto un momento di riflessione, sentendo parlare i ragazzi e andando a scavare abbiamo visto che questi alti e bassi si ripetono da un anno e mezzo, quasi sempre si verificano contro squadre di seconda fascia, ci deve portare a riflessioni e correzioni. Vuol dire che alla base c’è qualcosa di sbagliato negli approcci di certe gare, spesso si verificano alla terza gara. Vedendo i dati non c’è troppa differenza tra prima e terza partita, forse c’è l’abitudine a non tenere le energie nervose per tempo prolungato. Si deve lavorare su questo”.

Su Luis Alberto

“Abbiamo fatto 12 partite. Luis ne ha fatte 8 da titolare e 4 da 40 minuti, faccio fatica a dire che non sta giocando. Poi ci sono dei momenti in cui le necessità del singolo non corrispondono a quelle della squadra e si deve guardare al collettivo. Resta un giocatore importante”.

Sulla comunicazione interna ed esterna

“Chi non sposa il progetto, sono 30 anni che faccio allenatore, è una squadra che mi ha dato disponibilità. Magari abbiamo sbagliato qualche messaggio noi, ma la disponibilità la sta dando il gruppo,  non è garanzia di risultati ma di lavoro. Dobbiamo continuare a essere martellanti. Sono cazzate, la comunicazione esterna e interna spesso non coincidono. A te giornalista dico certe cose, al gruppo altre. Dovreste cominciare a giocare, così vi parlo come ai giocatori”.

Su Leiva

“Il ruolo che ricopre Leiva è molto importante, Lucas è adatto per caratteristiche, anche l’anno scorso aveva qualche problema di tenuta, fa parte di un giocatore di una certa età. Quest’anno si gioca a ritmi un po’ più alti, qualche problema può venire fuori. Se ci garantisce un’ora ai suoi livelli va bene, dietro abbiamo Cataldi che sta crescendo. Ci devono dare tanto entrambi”.

Sui centrocampisti

“Sono giocatori forti, a Roma c’è la tendenza a santificare a fenomeni troppo velocemente. Serve il lavoro. Erano abituati a giocare con 3 centrali e 2 esterni che garantivano coperture laterali e una sottopunta che partecipava. Se giochi con 3 punte e crei più campo da coprire si complica un po’ la vita. E’ una questione di abituarsi a un certo tipo di lavoro, fin quando i tempi e le distanze non si accorciano corriamo tanto e a vuoto. A tratti diamo la sensazione di arrivare sempre secondi sulla palla, anche se i dati dicono il contrario. Sprechiamo energie, se riusciamo a sistemare delle cose possiamo fare lo stesso lavoro con un dispendio minore”.

Sul come lavorare sulla mentalità

“Per risolvere il problema va presa coscienza di avere un problema. Abbiamo tirato dei dati da maggio dello scorso anno, c’è una ripetitività di certe situazioni. Diminuisce sempre l’intensità dopo gare importanti. Il primo passo è la presa d’atto di incapacità di rimanere su certi livelli o vicino a questi. Il fatto che avvenga con squadre di seconda fascia ci fa pensare che dobbiamo essere più umili. Abbiamo buoni giocatori ma devono lavorare”.

Sulla possibile mancanza di stimoli

“La mancanza di stimoli è un rischio di tutti i gruppi che sono insieme da tempo, l’assuefazione ti può portare a un calo motivazionale. Il percorso mentale deve essere obbligato, l’obiettivo deve arrivare dalle motivazioni. Dobbiamo darci l’obiettivo più bello al mondo, cioè tirare fuori il 100% di ognuno di noi. Un giocatore ama giocare, quindi potersi esprimere al massimo deve essere la cosa migliore al mondo. Poi dando il massimo vediamo a cosa questo corrisponderà, è un qualcosa che deve essere sentito da tutti. Se un obiettivo diventa di tutti allora scatteranno anche motivazioni totali”.

Sui terzini

“Tutti stanno giocando con una discreta continuità, Lazzari ha giocato con il Marsiglia, Hysaj ha fatto una panchina e due volte è uscito dopo 50 minuti. Quello di Lazzari è sicuramente il percorso più difficile, Marusic aveva fatto anche il centrale nei 3, era abituato a compiti già difensivi. Lazzari era un puro esterno di grande spinta con meno compiti difensivi, il percorso è più lungo. Siamo con tutta la squadra a metà strada, non facciamo ancora bene quello che è nuovo e abbiamo perso qualcosa di buono di quello vecchio. Il momento è delicato, c’è da fare lo switch e una crescita sul nuovo”.

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