Connect with us

INTERVISTE

Seltsam: “Prima di salire sul palco ascolto ‘So già du’ ore’, la Lazio è la mia vita”

Published

on

Aquila Flaminia

Lorenzo Giovaniello, meglio conosciuto come Seltsam, cantante, romano, di fede laziale. Non serve altro per descrivere un ragazzo che anche nella serata tra il 9 e il 10 dicembre è riuscito a lasciarci di nuovo stupiti, conquistando la finale di Sanremo Giovani e candidandosi alla vittoria finale. Ai microfoni di gianlucadimarzio.com, ha manifestato nuovamente tutto il suo amore per la Lazio.

Leggi anche: Alvini: “Sarri è un vero maestro”

Le parole di Seltsam nell’intervista sulla Lazio

“Prima di andare sul palco ascolto ‘So’ già du’ ore’, serve per caricarmi. Mille Risse? Nasce per una ragazza. La domanda era: cosa farei per lei? Poi il focus si è spostato sulla Lazio e io ho risposto ‘boh, su due piedi direi Mille Risse’. Quando la misero allo stadio mi commossi. Papà, mia sorella e io in Tribuna Tevere, sempre insieme. Questa squadra rappresenta tutto per me. Mamma? Lei è romanista ma ovviamente porto rispetto anche per i tifosi giallorossi. Il mio sogno? Diventare presidente della ‘Lazio mia’. A 70 anni magari non canterò più, ma sosterrò sempre questi colori. Sogno una sciarpata biancoceleste ai miei prossimi concerti.

Prima che Luis Alberto battesse l’angolo dissi a papà e mia sorella: ora segna il portiere… al gol mi guardarono increduli. Ma io lo sapevo: quella era ‘la notte del laziale’. Mihajlovic? Conservo ancora gelosamente una foto che ci scattammo diversi anni fa. Al solo pensiero mi commuovo. Per me ‘Sini’, ancor prima che calciatore, è stata una persona straordinaria; autentica. Un punto di riferimento. Un uomo dal quale poter imparare, tanto.

Sarri è il numero uno. Lotito? Dal punto di vista imprenditoriale non ho nulla da dire. Ma io sono solo un tifoso. E come tale mi limito a prendere la sciarpa, la maglietta e a sostenere i ragazzi. Immobile? Era il 2009 e lui giocava nella Juventus. Mio papà lo vide al Torneo di Viareggio e mi disse che sarebbe diventato un attaccante fortissimo. Passarono gli anni e, qualche tempo dopo, mi ritrovai al suo fianco prima dell’ingresso in campo di Torino-Lazio: io ero uno dei bambini che accompagnava i giocatori e, in quell’occasione, gli dissi: ‘Ciro, tu verrai alla Lazio’. E così è stato. Ci rimasi male quando andò via”.

TUTTE LE NOTIZIE GRATIS SULLA LAZIO SUL TUO TELEFONINO – TELEGRAM

TUTTE LE NOTIZIE GRATIS SULLA LAZIO SUL TUO TELEFONINO – WHATSAPP

Redazione Lazionews.eu – @Copyright Lazionews.eu
Riproduzione, anche parziale, vietata. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge 

PIÙ LETTI