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SERGIO CRAGNOTTI: “Tifosi, non create idoli: la Lazio è competitiva anche senza Zàrate”

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Tempo di lettura: 2 minutiSERGIO CRAGNOTTI: “Tifosi, non create idoli: la Lazio è competitiva anche senza Zàrate”

A parlare è l’ex presidente biancoceleste…

(foto getty images)

“Tifosi, non create idoli: la Lazio è competitiva anche senza Zàrate”. Parola di Sergio Cragnotti che, intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, ha commentato le ultime, dolorose, vicende biancocelesti: “Credo che sul calciatore argentino ci fossero dei dubbi da parte del tecnico, non a caso sul mercato sono stati acquisiti giocatori come Klose e Cisse. Evidentemente non rappresentava più un elemento di spicco su cui puntare. E’ stata fatta una scelta ben precisa, anche in virtù del fatto che è un ragazzo che va educato a far parte integrante del gruppo. Zàrate ha fatto vedere cio’ che può valere, ma non credo che i tifosi devono creare degli idoli. Con l’uscita di Zàrate, la Lazio ha maggiore unità e chiarezza dei ruoli – continua l’ex presidente della Lazio – Resta una squadra competitiva, ha un organico affidabile che potrà fare bene, anche se molto dipenderà dalla tenuta fisica di calciatori esperti come Klose e Cisse”.

“La tanto denigrata Roma ha fatto una grande campagna acquisti, c’è stato un vero rinnovamento – ammette Cragnotti parlando dei giallorossi – . Mi ha ricordato la mia prima campagna acquisti, quando si inizia un progetto va portato avanti con convinzione e capacità finanziaria”. Un pensiero va anche al passaggio di proprietà: “Credo che apporteranno, se gli sarà possibile, una novità nella gestione del calcio per far quadrare conti. Vogliono capire cosa realmente è il calcio italiano, quali possibilità di fare business ci sono, se non ne vedranno torneranno a casa”.

Il mercato si è appena concluso e Sergio Cragnotti non ha dubbi su chi mettere al primo posto per la campagna acquisti svolta: l’Inter si merita lo scettro, soprattutto in virtù della trattativa che ha portato a Milano Diego Forlan: “E’ un’operazione che a me è piaciuta tantissimo, è un grande giocatore, ha fatto bene a livello internazionale, è il migliore che sia arrivato in Italia”. In un campionato che ha perso l’appeal di un tempo: “Ci sono i vecchi problemi che abbiamo discusso anche in passato, tutti devono fare i propri conti in tasca. E’ una crisi molto pesante, non credo sia il momento di fare follie, ma nell’ambito di un rapporto istituzionale i rapporti istituzionali vanno rivisti. Io ho sempre avuto una visione del calcio come una realtà aziendale, ci deve essere autonomia di movimento slegata dalla politica. I rapporti vanno rivisti e regolamentati, il calcio non è uno sport di appartenenza del Coni, deve avere regole, bilanci indipendenti”. Un ultimo pensiero, un pronostico sulla stagione che sta per cominciare: Nei primi due posti colloco ancora Milan e Inter, per la terza posizione ci sono tutte squadre che in parte si sono rispettare: se la giocheranno Juventus, Roma e Lazio”.

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