LAZIO WOMEN
Lazio Women: l’editto Ellis cambia le carte in tavola
Il Consiglio Direttivo della FIFA ha approvato una norma che obbliga squadre Nazionali, nonché formazioni di club di calcio femminile, ad introdurre almeno due donne all’interno degli staff tecnici, di cui una di esse deve essere obbligatoriamente prima o vice allenatrice. La nuova regola, denominata editto Ellis, andrà a incidere profondamente sulla Serie A femminile, dove, a oggi, contiamo soltanto una allenatrice.
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L’editto Ellis e le sue possibili conseguenze sulla Serie A femminile
Il nome di editto Ellis non è ufficiale, ma è comunemente usato dal momento che la prima firmataria è l’ex CT della Nazionale Femminile degli Stati Uniti D’America. La regola si inserisce nel contesto culturale globale che punta ad aumentare la presenza di donne nel mondo del calcio femminile. In termini di equità e parità di genere, la norma è sacrosanta, giusta e di aiuto. Pur rappresentando un’imposizione, spinge il movimento nella direzione giusta.
Tuttavia c’è un problema grosso che la FIFA non ha considerato. Al momento, la presenza di donne fuori dal campo, nel mondo del calcio femminile, è bassissima. Ciò vale per l’Italia così come per numerose altre nazioni. Il quadro si fa particolarmente mesto se dobbiamo parlare di figure con esperienza in questo mondo. La FIGC, dati questi antefatti, dovrà capire come introdurre la norma e decidere se farlo subito, causando uno shock senza precedenti dal momento che, in Serie A Women, di allenatrice c’è solo la Bakker al Milan, o chiedere una dispensa alla FIFA, dandosi un periodo di due o tre anni per ampliare i corsi a Coverciano e sopperire alla mancanza di ragazze nel mondo del pallone. Qui, però, subentrerebbe un secondo problema: la mancanza di esperienza.
La gran parte degli addetti ai lavori del calcio femminile si schiera, a parole, a favore del provvedimento della FIFA, a iniziare naturalmente dalle allenatrici, ma c’è anche chi solleva obiezioni. FIGC e Serie A Women dovrebbero spiegare come intendono affrontare la questione, sempre che abbiano già una strategia. Spesso le decisioni prese dall’alto, e all’improvviso, con lo scopo di aiutare o di sopperire a qualche mancanza, sortiscono l’effetto contrario. Il rischio potrebbe essere proprio questo.
La Lazio femminile è una delle squadre che dovrebbe ripensare profondamente la composizione del proprio staff tecnico, composto in gran parte da uomini.
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