Siviglia: "Coppa Italia 2009? Abbiamo fatto un grande percorso"

Pubblicato 
venerdì, 13/05/2022
Di
Emanuele Castellucci
Tempo di lettura: 2 minuti

LAZIO INTERVISTA SIVIGLIA - Il 13 maggio 2009 la Lazio vinse la Coppa Italia contro la Sampdoria. Sebastiano Siviglia, ex difensore biancoceleste, ha vissuto quella splendida serata e l'ha ricordata ai microfoni dei canali ufficiali del club.

Intervista Siviglia: sui rigori della finale di Coppa Italia del 2009

“Da lì a qualche secondo dopo, probabilmente sarebbe toccato anche a me. La storia vuole che ci siamo fermati un po’ prima (ride, ndr). Nella mia testa c’era l’obiettivo di portare a casa la Coppa e la convinzione che, qualora fosse toccato a me, l’avrei calciato in un certo modo. Non era tanto l’idea della forza, ma di calciare al meglio per poter raggiungere l’obiettivo”.

Sulla finale di Coppa Italia con la Sampdoria nel 2009

“Aspettavo mentalmente i cinque rigori. Si sa che si possono sbagliare, normale che arrivare così avanti non ha fatto altro che alimentare ulteriormente lo stress. Le finali sono sempre finali, bisogna prepararle come partite decisive, ma si arrivava con un carico importante. Avevamo fatto un campionato mediocre, era la partita della svolta per poter accedere alla zona Uefa e riqualificare la stagione. Per noi era una partita bella pesante, così come per la Sampdoria. Viaggiavamo sullo stesso livello in campionato. Non è stata semplice”.

Sul percorso della Coppa Italia del 2009

“Abbiamo fatto un gran percorso. Quando certe squadre scendono in campo - Inter, Milan, Juventus - vogliono vincere e basta. Primo trofeo dell’era Lotito. Dai 30 mila fuori dall’Agenzia delle Entrate alla rinascita tecnica. Siamo passati tramite qualificazioni importanti. Quel doppio trofeo, perché poi s'aggiunse anche la Supercoppa, è stato realmente un percorso fatto di 5/6 anni importanti”.

Sul cambio di proprietà

“La diffidenza era palpabile e anche comprensibile. Passi da budget quasi illimitati a doverti ridimensionare. C’era un po’ di scetticismo, dovevamo quotidianamente lavorare per superare quegli ostacoli. È un piacere parlarne, ne abbiamo superati tanti. Sono passati un po’ in sordina, però ricordiamoci da dove siamo partita. Una squadra con quello che era rimasto e 8 giocatori nell’ultimo giorno di mercato. Merito a quei ragazzi che hanno dovuto stringere i denti per rimettere in piedi un bel mondo. Quando c’è il tuo nome sulla Coppa è qualcosa di più reale, di più soddisfacente”.

Su Juventus-Lazio

“A una squadra come la Juve non piace perdere. In campionato non ha nulla da chiedere, ma penso che vogliano chiudere il campionato nel miglior modo possibile. Se la Lazio vuole portarla a casa, dovrà fare una prova ad alto ritmo. Radu è arrivato ragazzino, aveva 19/20 anni, è cresciuto tantissimo, è diventato punti di riferimento di un grande club. Non si è mai scoraggiato nonostante avesse un giocatore di grande livello come Kolarov. È riuscito a mantenere in piedi quello che era il suo ruolo all’interno del gruppo. È diventato uno dei leader della Lazio, se lo stramberia. Ragazzo in gamba, è una bella faccia di questa Lazio”.

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