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Italia esclusa anche dall’Europeo 2032? Sugli stadi siamo molto indietro

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Gigio Donnarumma

Incredibile ma vero. Nel giro di pochi mesi, l’Italia potrebbe essere esclusa da un Mondiale e da un Europeo. Il secondo fallimento, dopo quello della qualificazione al torneo estivo perso sul campo, potrebbe essere quello di Euro 2032, di cui al momento siamo organizzatori, assieme alla Turchia. Al momento perché, dato il pessimo stato degli stadi nel nostro Paese, la UEFA potrebbe anche pensare a un clamoroso dietrofront.

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Pericolo per gli Europei 2032: il pessimo stato degli stadi italiani potrebbe escluderci

Quello che il calcio internazionale ha chiesto all’Italia, ma il Governo finora non ha fatto, deve diventare in fretta realtà. Sulla carta, l’Italia figura ancora tra i Paesi organizzatori dell’edizione 2032 degli Europei, ma gli stadi non sono in grado di ospitare una simile manifestazione. La UEFA ci ha chiesto cinque impianti con i requisiti per ospitare le partite dell’Europeo 2032, ma al momento ne abbiamo uno: l’Allianz Stadium di Torino. Rispetto a noi i turchi, co-organizzatori della kermesse, sono avanti anni luce.

Le parole di Ceferin

Ceferin, numero uno della UEFA, è stato duro nell’intervista concessa giovedì scorso alla Gazzetta: “Avete infrastrutture calcistiche tra le peggiori d’Europa. Se gli impianti non cambieranno, Euro 2032 da voi non si giocherà.” Dopo le sue parole, anche chi non ha ascoltato le richieste della Federcalcio dovrà correre ai ripari. O rassegnarsi a perdere il torneo.

La lentezza della politica

Nel marzo del 2025, la settima commissione permanente del Senato fu chiamata a tracciare una riforma d’emergenza per il calcio in crisi. La politica aveva abbracciato la richiesta d’aiuto del mondo del pallone, ma nessuna promessa è poi divenuta realtà.

Fa particolarmente specie il fatto che non ci si sia attrezzati, come promesso da 13 mesi, al fine di favorire investimenti pubblici e privati per l’ammodernamento di strutture sportive obsolete e la realizzazione di nuovi impianti. Anche attraverso misure di semplificazione normativa. In aggiunta, non si è proceduto a introdurre sgravi fiscali in relazione agli investimenti in infrastrutture, pur avendo riconosciuto che sarebbero state necessarie per procedere al riammodernamento degli impianti.

Cose turche

Da tempo altri Paesi europei ci hanno superato a livello di stadi. Pensiamo soltanto alla Turchia: il Vodafone Park di Istanbul, casa del Besiktas, è stato inaugurato nel 2016. il Kadir Has a Kayseri nel 2009. L’Ali Sami Yen, tempio del Galatasaray, nel 2011. Il Senol Güneş di Trabzon, dove gioca il Trabzonspor che è pressochè ogni anno nelle coppe europee nel 2016. Il Konya Metropolitan Stadium a Konya nel 2014; la Timsah Arena a Bursa nel 2015; il Kalyon Stadium a Gaziantep nel 2017; il Gürsel Aksel Stadyumu di Izmir nel 2020 e il Yeni Hatay Stadyumu di Antiochia nel 2021. Per Euro 2032 sono previsti altri nuovi impianti (ad Ankara e Antalya) o ammodernamenti (l’Atatürk di Istanbul).

E in Italia come rispondiamo? Le difficoltà burocratiche hanno reso l’iter in salita a Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Verona. Il 2032 si avvicina e in nessuna di queste città è stata posta la prima pietra. Nella Capitale e a Cagliari, quantomeno, i nuovi stadi hanno recentemente avuto
un’accelerazione. L’inchiesta della procura di Milano rischia però di rallentare il nuovo San Siro. Entro luglio i Comuni dovranno fornire alla FIGC i documenti sul positivo stato di avanzamento delle opere. A settembre, la federazione darà un’indicazione alla Uefa sulle sedi di Euro 2032. Entro marzo 2027 è previsto il via dei
lavori. Al momento, appare una previsione piuttosto ottimistica.

La situazione degli stadi di Roma

Per quanto riguarda la capitale, l’obiettivo è avere tre stadi a disposizione per l’Europeo. La Gazzetta dello Sport non parla solo dell’Olimpico, ma considera anche l’apertura dei nuovi impianti di Roma e Lazio. Lo stadio dove attualmente si gioca, l’unico che sicuramente sarà agibile tra 6 anni, subirà dei lavori per l’aumento della capienza a 70mila posti e sarà adeguato agli standard Uefa.

La società biancoceleste ha presentato i documenti per riqualificare e ampliare lo Stadio Flaminio; quella giallorossa, invece, ha avuto l’ok dal Campidoglio per il piano di fattibilità tecnica ed economica per il nuovo impianto a Pietralata. La speranza, naturalmente, è di averli pronti proprio per il 2032 e per il torneo.Al momento, però, si tratta solo ed esclusivamente di questo: una speranza.

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