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Flaminio tra mobilità e vivibilità: monta la protesta. Ecco i nodi

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Lotito allo stadio

Il progetto dello Stadio Flaminio, caldeggiato dalle società calcistiche della capitale, e specialmente dalla Lazio, non sembra convincere proprio tutti. I residenti del quartiere Flaminio e dei vicini Parioli e Tor di Quinto hanno già consegnato all’amministrazione un corposo documento che mette in evidenza i gravi problemi alla mobilità e alla vivibilità che la riqualificazione della struttura porterebbe ai locali.

Leggi anche: “Stadio Flaminio: vincoli e prospettive per il sogno di Lotito, l’intervista al prof. Sica

Comitato contro lo Stadio Flaminio: i problemi legati al progetto della Lazio

Il Flaminio è stato realizzato nel 1911, ma è grazie alla ristrutturazione dell’ingegner Pier Luigi Nervi (1957) che ha conosciuto il suo massimo splendore. Pensare di restituire a un tempio sportivo di importanza storica, oltre che architettonica, il lustro passato è un intento nobile, oltre che una chiara opportunità di riqualificazione di una struttura che rischia di cadere vittima del tempo e dell’incuria. Quello che però va considerato è che, rispetto a 70 anni fa, la zona non è più un polmone verde della capitale, bensì un’area commerciale con strade e attività.

I nodi da sciogliere

Il comitato si appella a tre concetti chiave, nella sua battaglia contro la ristrutturazione dell’impianto: vincolo, mobilità e vivibilità. Il primo punto, già preso in considerazione da Claudio Lotito nel suo concept, sarebbe risolto grazie alla creazione di un involucro capace di conservare la struttura esistente. Il comitato evidenzia però come questa non sia una soluzione, dal momento che non preserverebbe il patrimonio architettonico per la fruizione dei cittadini, ma si limiterebbe a conservarlo nascondendolo, come avviene nei musei con le opere poco apprezzate. A onor di cronaca, va detto che il patrimonio architettonico da difendere versa oggi in uno stato di totale degrado.

Per quanto riguarda la mobilità, il timore è che il quartiere diverrebbe ostaggio dei tifosi nelle giornate di gara. Collocare una struttura capace di contenere 50.000 persone in una zona con pochi parcheggi, linee di trasporto pubblico insufficienti e vie di comunicazioni limitate sarebbe drammatico per i residenti. La vivibilità sarebbe seriamente ostacolata dall’afflusso di 8000 veicoli su strade dove non ne passano più di 110 al minuto, durante l’ora di punta.

L’Olimpico, dove oggi Lazio e Roma disputano le loro sfide casalinghe, dista soltanto 4 chilometri dal Flaminio, ma è collocato in uno spazio vasto e isolato, lontano da attività e abitazioni private.

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