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Stadio Flaminio: c’è una bozza di contratto. È la svolta?

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Claudio Lotito

Subito dopo la festa dei 126 anni societari, la Lazio si è attivata per accelerare i tempi sullo stadio Flaminio. Claudio Lotito presenterà a giorni, in via ufficiale, in Campidoglio, la bozza di contratto e di convenzione con il Comune, dando così il via all’iter di riqualificazione dell’impianto, i cui lavori potrebbero iniziare nel giro di tre anni. Il via libera per il diritto di superficie è arrivato prima di Natale e i tempi sono ormai maturi per procedere nel secondo step.

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Stadio Flaminio: la Lazio si muove in direzione del secondo step

Come ha riportato Repubblica, l’ottenimento del diritto di superficie non è che un punto di partenza. Ora occorre ottenere l’approvazione della conferenza dei servizi preliminare. Soltanto al termine di questo passaggio si potrà effettivamente sottoporre il progetto nuovo Flaminio all’Assemblea capitolina, nei luoghi e nei tempi nei quali si riunirà per verificare il pubblico interesse dell’intera operazione. 

Si tratta di un passaggio vitale. In questa fase, si forniranno le prime valutazioni tecniche sui documenti presentati. Tra questi organismi ci sarà anche la Soprintendenza di Stato. Questo attore è decisivo. Il Flaminio, infatti, è vincolato in quanto realizzato da Pier Luigi Nervi.

La questione del vincolo

Lotito si è sempre detto tranquillo in merito al vincolo, ma Elisabetta Nervi, rappresentante della fondazione che porta il nome dell’ingegnere, non si trova completamente d’accordo. A suo dire, è proprio il vincolo a rappresentare il punto critico del progetto della Lazio, il quale prevede la costruzione di un secondo anello sopra il primo già esistente. Questo intervento è necessario per portare la capienza dello stadio a 50mila persone.

Restano dubbi e perplessità riguardo la possibilità che la Soprintendenza tolga questo vincolo, vero e proprio freno a mano tirato sul restyling che la Lazio ha in mente. La fondazione Nervi, in caso di rimozione, sarebbe pronta a fare ricorso, per tutelare l’opera dell’architetto di cui cura e difende la memoria. Vi è dunque uno scoglio ulteriore da superare. Se però andasse tutto liscio, come crede, e probabilmente spera, Claudio Lotito, allora i lavori di riqualificazione del Flaminio potrebbero iniziare in un futuro abbastanza prossimo.

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Redazione Lazionews.eu

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