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Stadio Flaminio, visita segreta di Lotito in Campidoglio: gli sviluppi

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Stadio Flaminio Commissario legge Ministro Abodi

Il destino dello Stadio Flaminio si gioca tutto nelle prossime settimane. Entro inizio agosto verrà approvata una legge voluta dal Ministro dello Sport Andrea Abodi e che prevede, tra le altre cose, l’istituzione della figura del Commissario Straordinario per gli stadi destinati agli Europei 2032. Necessaria sarà poi una mossa da parte del presidente Lotito, che non ha ancora presentato i documenti necessari per far partire l’iter. Intanto, il patron biancoceleste avrebbe fatto una visita segreta al Campidoglio negli ultimi giorni.

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Il progetto del Flaminio in stallo: si attende una mossa di Lotito

AGGIORNAMENTO 18 SETTEMBRE – Secondo quanto riportato da Il Messaggero, però, qualcosa si starebbe muovendo, visto che nel weekend Claudio Lotito si sarebbe recato segretamente in Campidoglio proprio per discutere del Flaminio.

AGGIORNAMENTO 8 SETTEMBRE – Il futuro dello Stadio Flaminio sembra sempre più vicino a una svolta. In Campidoglio prevale l’ottimismo: la Lazio dovrebbe rispettare la tabella di marcia e presentare a settembre la documentazione mancante per avviare la conferenza dei servizi. Mancano ancora due passaggi chiave: l’asseverazione del piano finanziario, valido per i prossimi 98 anni, e la bozza di convenzione con il Comune, proprietario dell’impianto. Il club biancoceleste punta a completare la ristrutturazione e inaugurare lo stadio entro la prima metà del 2029, ma per rispettare i tempi i lavori dovranno iniziare entro i primi mesi del 2026. Lotito procede con ritardo, mentre il Comune ha già predisposto l’iter: il progetto dovrà ottenere il via libera non solo dagli uffici comunali, ma anche dalla Sovrintendenza, dal dipartimento Mobilità, dall’Urbanistica, dal Patrimonio e dal ministero della Cultura. Novità sono attese a breve.

AGGIORNAMENTO 3 SETTEMBRE – Nel mentre Lotito da Cortina continua a lavorare al nuovo sponsor per sbloccare anche il mercato invernale, in casa Lazio si pensa anche al futuro dello stadio Flaminio. Dal 30 settembre in poi, si potranno sbloccare più scenari, tra cui anche qualche novità legata allo stadio. Nel frattempo – si legge su Il Messaggero – il comune di Roma attende fiducioso gli ultimi documenti legati al Flaminio, con la speranza che Lotito non voglia prendere altro tempo.

AGGIORNAMENTO 1 AGOSTO – Come riporta il Corriere dello Sport questa mattina, la situazione legata allo Stadio Flaminio è ancora in una fase di stallo. Lotito non ha ancora presentato il progetto ufficiale, ma conta di farlo non appena avrà concluso il suo giro di ricognizione. Non vuole intoppi dal momento in cui verrà avviata la Conferenza dei Servizi. Il Campidoglio, come ricordato dall’assessore Onorato, ha chiesto l’integrazione di alcuni documenti alla Lazio e ancora attende risposta. Se il presidente biancoceleste agisse in tempi brevi, la Conferenza potrebbe partire anche verso fine agosto.

AGGIORNAMENTO 25 LUGLIO- Come sottolineato ieri dal presidente Claudio Lotito, in occasione della conferenza stampa di presentazione di Maurizio Sarri, i biancocelesti credono di aver fatto tutto il necessario per quanto concerne il progetto di ristrutturazione dello stadio Flaminio. Ieri infatti il presidente ha ribadito come manchino aiuti da parte delle istituzioni, senza i quali il progetto non può proseguire. L’investimento intanto è di 480 milioni, 140 dei quali ricadranno successivamente sul territorio. Il presidente Lotito è stato chiaro: “Dipendesse da me avremmo il 100% di possibilità, ma nessuno ci aiuta…”

AGGIORNAMENTO 17 LUGLIO – Il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio, voluto da Claudio Lotito, è in stallo a causa di problemi logistici legati a mobilità e viabilità. Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, il presidente della Lazio non ha ancora presentato i documenti necessari per aprire la Conferenza dei Servizi, passaggio fondamentale per far partire l’iter. Nel frattempo, oltre 10.000 tifosi hanno manifestato contro Lotito, evidenziando l’impazienza per la mancata svolta. L’incontro tra l’assessore Onorato e i rappresentanti della tifoseria ha chiarito che, una volta avviata, la Conferenza richiederà dai 12 ai 14 mesi, rendendo improbabile l’inizio dei lavori prima di 2-3 anni. L’investimento previsto dalla Lazio è di circa 140 milioni di euro, ma il rischio di un nulla di fatto resta concreto se Lotito non agirà con decisione.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, il destino dello Stadio Flaminio si gioca tutto nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. La nuova legge voluta dal Ministro Abodi prevede, per gli stadi destinati agli Europei 2032 e dichiarati di “preminente interesse strategico nazionale”, l’istituzione della figura del Commissario straordinario.

La nuova legge sembra essere fatta appositamente per l’impianto di Flaminio in quanto si parla di “impianti da realizzare o riqualificare” e ritenuti “strategici per il futuro del calcio italiano”. Qualora, quindi, lo stadio venisse inserito nella lista degli stadi per il 2032, ecco che l’impatto della legge sarebbe immediato. In quel caso il sindaco Gualtieri assumerà la cabina di comando, diventerà commissario e potrà semplificare iter e burocrazia.

Da domare però ci sono anche le tante polemiche. Oltre alla Roma Nuoto, Federsupporter ha ricevuto una Pec dal Campidoglio nella quale si chiarisce che il progetto presentato dalla Lazio “non si configura come progetto di fattibilità ai sensi della normativa vigente”. La proposta di Lotito è stata presentata snella, proprio per non rimanere avvinghiati nei cavilli della burocrazia, e la legge di Abodi prosegue questo solco.

Il progetto della Lazio

L’idea della Lazio è chiara ed è quella di restituire a Roma e ai tifosi laziali un impianto riqualificato, rigenerato e destinato esclusivamente a coltivare la lazialità. Un impianto da 40mila posti, pensato per ospitare non soltanto partite ma anche concerti, eventi e attività sociali di vario genere.

I vantaggi, inoltre, sono tanti e gli analisti di OpenEconomics hanno chiarito che ogni euro investito negli stadi genera una conseguente crescita. Sono 12,9 i miliardi donati ai 14 impianti coinvolti nel percorso verso Euro 2032 e possono produrre la bellezza di 4,8 miliardi di PIL, generare 10mila posti di lavoro e incentivare uno sviluppo urbano.

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