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ESCLUSIVA, Stefano Mattei: “Lotito non venderà mai la Lazio, la usa per i suoi interessi. Sarri? A giugno andrà via”

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Stefano Mattei

Al microfono, in esclusiva, di Claudio Troilo

In Rai per una carriera intera, giornalista integerrimo, serio, voce critica e sempre lucida delle questioni che ruotano attorno al mondo Lazio: stiamo parlando di Stefano Mattei. E’ intervenuto ai nostri microfoni, concedendoci un’intervista esclusiva ricca, piena di spunti, nella quale ha spaziato tra la Lazio attuale, i nodi societari e le prospettive future.

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Le parole di Stefano Mattei nell’intervista esclusiva a Lazionews.eu

La questione Rovella ha monopolizzato le discussioni degli ultimi giorni. Il calciatore è stato operato giovedì, ma tra calciatore e società c’è stato un rimpallo di responsabilità evidente: che giudizio ne dà?

“Diciamo che è una specie di binario, sono due argomenti paralleli. La situazione di Rovella poteva essere gestita meglio; avendo parlato con amici medici, certamente l’operazione era la soluzione migliore, avendo visto anche il medesimo percorso fatto da Zaccagni. La realtà è che si sono persi due mesi, però questo fa sorgere un dubbio che io ho da diversi mesi e cioè che i giocatori non hanno una così grande fiducia nei confronti dello staff medico della Lazio. Credo che se ci fosse stata da parte di Rovella una fiducia assoluta nei confronti dello staff medico, sicuramente si sarebbe operato già mesi fa.

Da quello che mi risulta è uno staff che ha Rodia come responsabile, ma poi ha tante altre figure: non c’è un completo affiatamento tra staff e Rodia. Per quanto riguarda il comunicato, invece, la Lazio interviene soltanto in determinate situazioni. Quando si tratta di prendere le distanze da Sarri per le dichiarazioni sugli arbitri, quando si tratta di prendere le distanze dal comunicato di Rovella, ecco che si interviene in modo tempestivo. Questa cosa non convince. Negli ultimi 2/3 anni la Lazio qualche torto lo ha subito, vuoi perché Lotito non è ben visto in Lega e in Federazione, ma la società è sempre rimasta in silenzio. La Lazio è stata l’unica società che ha preso posizione andando contro un suo dipendente, vedi Sarri”.

A tal proposito, alcuni avevano visto nel comunicato della Lazio di presa di distanze dalle dichiarazioni di Sarri sugli arbitri, una sorta di risposta provocatoria alle parole del mister sul mercato e sulle difficoltà societarie: è una lettura che la convince?

“Ci sono troppe cose che non convincono. Con tutto il rispetto, quando parlano Lotito e Fabiani non vedo mai quello che viene detto ma cerco di capire sempre quello che c’è dietro. La verità sta sempre dietro, si nasconde sempre dietro. Bisogna cercare di capire ciò che c’è dietro, perché quando parlano loro è sempre così. Mi ricordo dopo la Lazio-Milan, uno dei rarissimi interventi della società quando furono espulsi tre calciatori biancocelesti, che Lotito parlò di intervenire per difendere la Lazio di fronte a un organo terzo, ma passati 2 anni non è successo nulla. Sono le solite parole della società che non trovano riscontro nella realtà”.

Nelle ultime 24/48 ore si era parlato di un Lotito interessato a vendere la Lazio, o comunque che aveva chiesto informazioni su come si vendesse una società: cosa ne pensa? Crede sia possibile un passo indietro da parte del presidente?

“Lotito ha mille difetti ma certamente sa benissimo come vendere una società. Il presidente ha preso la Lazio sborsando 18 milioni perché era un credito che vantava nei confronti della regione per delle pulizie e Storace, che all’epoca era presidente della regione, gli diede in cambio la Lazio. 18 milioni di investimento all’epoca, ora la società potrebbe valere benissimo 5/600 milioni e Lotito incassare questi soldi. Se non la vende, è perché non ne fa una questione di soldi. La Lazio lui la usa per i suoi interessi personali: gli dà visibilità , gli ha permesso di diventare senatore, è sempre in prima pagina, le sue aziende ottengono un appalto lecito e concreto in quanto sono 6/7 società che ricevono 7 milioni all’anno dalla Lazio, ha uno stipendio da un milione e cento, molto probabilmente lo prendono anche la moglie e il figlio, quindi perché dovrebbe vendere. Lotito tanto non ci rimette con la Lazio e lo si sta vedendo proprio in questo momento; nelle difficoltà economiche attuali lui non ci mette mano, cerca soltanto in qualche modo di rientrare nelle spese. Non ne fa una questione di soldi ma di potere, e la Lazio è una forma di potere”.

Non si sa ancora se la Lazio potrà fare mercato a gennaio e nel caso che tipo di mercato, se a saldo zero o aperto. Lei, qualora si potesse operare, si aspetta qualche entrata, qualche innesto che soddisfi Sarri oppure no?

“Innanzitutto è improprio parlare di mercato a saldo zero. Se la Lazio incasserà 10, non potrà spendere 10 ma 5, perché gli altri 5 serviranno per mettere al posto il bilancio. La Lazio entro marzo conta di presentare un bilancio tipo quello dello scorso anno e di incappare per la seconda volta, per il secondo anno consecutivo nel mercato bloccato. Quindi parliamo di saldo zero tra virgolette. A prescindere da questo io leggo i soliti nomi, da mesi. Già Castrovilli e Tchaouna sono andati via, e questo dimostra che il mercato di Fabiani è stato integralmente bocciato ma non da noi, bensì dalla società stessa. Il Ds ad agosto aveva detto che se falliva quest’anno se ne sarebbe andato a fine stagione, vediamo quindi cosa accadrà a fine anno ma secondo me non succederà nulla. Il discorso è che vendere questi giocatori mi sembra impossibile, soprattutto per uno come Lotito che giustamente non vuole fare minusvalenze. Noslin è stato pagato 17/18 milioni, ora con l’ammortamento starà sui 14, chi è disposto a sborsare questa cifra? Stessa cosa Belahyane, pagato 10 milioni e preso dal Verona per Baroni, non gioca manco con Sarri e continua a stare in panchina. Anche in questo caso, chi te li dà 8/9 milioni per lui? Dele-Bashiru anche, infortunato, partirà per la Coppa d’Africa, tornerà a metà gennaio e chi te lo prende? Si parla, ma poi ci sono i fatti: questi giocatori sono invendibili, per questo secondo me intorno alla metà di gennaio la Lazio sarà costretta a vendere un big e si parla molto di Guendouzi”.

Se dovessero andare via i cosiddetti big e non essere rispettate le condizioni richieste dal mister, credi che Sarri possa andare via a giugno?

“Fammi giocare alla roulette russa e tra bianco o nero, andrei sicuramente sul nero e non sul bianco. In altre parole: quasi sicuramente a giugno Sarri se ne andrà e lascerà due anni di contratto sul tavolo. Non accetterà un’altra stagione come questa; si sta mordendo le labbra, quest’anno ha preso un impegno con tutto l’ambiente ma il prossimo anno non accetterà questa realtà. Il prossimo anno il problema sarà doppio: da un lato Sarri che andrà via, e dall’altro il rischio di smantellamento dei big da parte della società. Molti giocatori che avranno mercato, vedi Gila, Castellanos ecc, vorranno migliorarsi, cercheranno ambizioni diverse e chiederanno la cessione. Il rischio di un fuggi fuggi è nelle cose, e nessun altro calciatore vorrà venire in una società come la Lazio attuale. La Roma è ambiziosa, sta costruendo per crescere, la Lazio no. La Lazio in due anni è passata da 196 milioni in Champions, 143 quest’anno con l’Europa League, il prossimo anno senza l’EL questo bilancio lo chiuderà a 110/120, ha chiuso a -17 il bilancio dello scorso anno e quest’anno rischia dai 40 ai 50 milioni di saldo negativo. E’ inevitabile quindi un ridimensionamento evidente e per rientrare nelle spese sfronda. La realtà è che la Lazio ha un punto in meno del Sassuolo e un punto in più della Cremonese”.

Parlando invece di campo, che sensazioni hai per la partita con il Lecce?

“Io credo che la Lazio alla fine riuscirà a portare a casa la partita, anche se negli ultimi anni il Lecce è diventato un po’ una bestia nera. Ma non cambierà molto in ogni caso, non è una rondine che fa primavera. Se poi non fai punti con Milan, Bologna, Napoli, vincere contro i salentini significa poco”.

Le polemiche attorno al nuovo falconiere, la scelta di ufficializzare la notizia proprio prima del match nel quale non ci sarà la Curva Nord: che idea ti sei fatto? La ritieni una scelta strumentale?

“Sono undici mesi che l’Aquila non vola, che il falconiere non è stato sostituito e, guarda caso, alla vigilia di un match con uno stadio semideserto, ecco che arriva l’ufficialità. E’ bene dire che il falconiere non farà volare l’aquila, la presenterà solamente, e allora sarebbe stato più corretto presentare il rapace più in là ma queste sono le solite provocazioni da parte di Lotito verso il mondo Lazio, i tifosi, per strappare qualche biglietto in più. E’ una sfida continua, invece di andare verso i tifosi gli va continuamente contro. Altra cosa grave è che questo falconiere stava già a Formello, allora perché non si è fatto già mesi fa?”.

Chiudiamo con la Nazionale. Prima Irlanda del Nord e poi una tra Bosnia e Galles in finale in trasferta, ce la facciamo ad andare ai Mondiali?

“Speriamo, sicuramente il fattore campo in finale inciderà laddove riuscissimo ad arrivarci. In casa contro l’Irlanda del Nord possiamo farcela, ma in trasferta non sarà affatto facile. Il Galles in casa è un’altra squadra, anche la Scozia contro la Danimarca è stata trascinata da uno stadio infuocato. In ogni caso, al di là di chi affronterà, il principale pericolo dell’Italia sarà l’Italia stessa”.

di Claudio Troilo

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