Connect with us

INTERVISTE

Il tifo organizzato: “Siamo esuli in patria, la protesta prosegue. Flaminio? Arma di distrazione…”

Published

on

Curva Nord Lazio

Il tifo organizzato della Lazio, intervenuto sulle frequenze di Radio Laziale, ha parlato di come andrà avanti la protesta e di quale sia il sentimento prevalente nei tifosi biancocelesti: ecco le sue parole.

Leggi anche: Martone, ag. Patric: “Periodo sfortunato e pieno di infortuni, ma è una bandiera della Lazio”

Le parole del tifo organizzato della Lazio nell’intervista sulla protesta

“La nostra è un’altra prova di attaccamento e di fede, non una battaglia che facciamo in base ai risultati che ottiene la Lazio. La nostra protesta è spontanea, ognuno è padrone e libero di fare ciò che meglio crede. Noi abbiamo deciso di festeggiare il nostro S. Valentino a Ponte a Milvio perché amiamo la Lazio e in qualche vogliamo comunque starle vicini. Si tratta di un amore incondizionato. È un estremo atto che vogliamo fare. La protesta andrà avanti di domenica in domenica, vedremo come portarla avanti per Lazio-Sassuolo.

Il Flaminio è diventato un’arma di distrazione di massa, fatalità anche la presentazione del progetto arriverà a ridosso di una contestazione. Ormai abbiamo imparato che le chiacchiere stanno a zero. Noi saremmo ben contenti che il progetto possa concretizzarsi, ma non è questo il momento di parlare dello stadio, dobbiamo parlare di rispetto nei confronti della tifoseria: i tifosi portano soldi, non solamente dal punto di vista di biglietti o abbonamenti, ma anche dal punto di vista del merchandising.

Questa società ci obbliga a navigare a vista, ogni giorno ne esce una nuova, ogni giorno ne fanno una nuova. Visto che i giocatori non stanno prendendo posizione, poi non venissero sotto la Curva a baciarsi la maglia, da loro ci saremmo aspettati molto di più. Non siamo mai arrivati a un momento così passo, e questo è sicuramente il momento di contestazione più alto. Siamo stanchi, abbiamo anche delle pressioni addosso per come andremo avanti. Non pensiamo a giugno, pensiamo alla prossima. Faremo altre riunioni con gli altri gruppi e vedremo quale sarà la decisione da prendere.

Ci sentiamo un po’ esuli in patria, però riteniamo che la scelta sia più  giusta per far capire che il popolo laziale è unito e compatto e pronto a nuove forme di protesta, sempre molto civili e democratiche, da svolgere non solo nel percorso stadio ma anche nei percorsi della vita comune”.

@Copyright Lazionews.eu
Riproduzione, anche parziale, vietata.
Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.

TUTTE LE NOTIZIE GRATIS SULLA LAZIO SUL TUO TELEFONINO – TELEGRAM

TUTTE LE NOTIZIE GRATIS SULLA LAZIO SUL TUO TELEFONINO – WHATSAPP

PIÙ LETTI