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Il derby degli scontenti: Torino Lazio mette di fronte due squadre sfiduciate

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Azione di Lazio Torino

Nel pomeriggio di domenica 1 marzo si giocherà Torino Lazio. Ambedue le squadre si trovano in un momento negativo della loro stagione. Sul campo non stanno raccogliendo quanto speravano e i tifosi sono ai ferri corti con le società e stanno portando avanti proteste per chiedere ai rispettivi presidenti di fare le valigie. Mentre il tifo biancoceleste porta avanti uno sciopero a oltranza e non entra allo stadio da settimane, quello granata ha pensato di organizzare un torneo di calcetto in contemporanea alla partita, per passare la giornata attorno a un campo, ma non quello dove giocano i loro beniamini.

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Le proteste dei tifosi caratterizzeranno Torino Lazio, in programma per domenica

In avvicinamento a Torino Lazio, sono confermate le assenze di Mario Gila e Toma Basic, gestiti anche ieri a Formello. I due sperano di recuperare per mercoledì, contro l’Atalanta in Coppa Italia.

In difesa, Provstgaard è avanti a Patric per affiancare Romagnoli, con Marusic confermato a destra e il ballottaggio tra Pellegrini e Nuno Tavares a sinistra, con il portoghese in vantaggio. A centrocampo sarà probabilmente confermato il terzetto visto nel finale di partita di Cagliari, dopo l’infortunio di Rovella, con Cataldi in regia. Taylor, al solito, è sicuro di una maglia e Belahyane appare favorito su Dele-Bashiru. In attacco dovrebbero essere schierati Zaccagni, Maldini e Isaksen, ma attenzione alle possibili sorprese. Cancellieri spera di tornare titolare, mentre uno tra Noslin e Ratkov potrebbe far accomodare Maldini in panchina, per la prima volta da quando è arrivato.

Attorno al campo, lo stadio sarà caratterizzato da un surreale silenzio. I tifosi della Lazio hanno le trasferte vietate fino a fine stagione (o nuovo ordine) a causa di tafferugli avvenuti prima e dopo la trasferta di Lecce, mentre quelli del Torino resteranno volontariamente fuori dai cancelli.

Due presidenze tanto longeve quanto maltollerate

La temporalità dei mandati di Lotito e Cairo è notevole: si tratta delle due presidenze più longeve in A. Lotito è in carica dal 19 luglio 2004, quando acquistò il 26,969% del capitale sociale, salvando la società dal fallimento dopo il crac del gruppo Cragnotti. Il presidente rivendica la conquista di sei trofei: tre coppe Italia, quelle del 2009, 2013 e 2019; e altrettante supercoppe di Lega, nel 2009, 2017 e 2019. In campo internazionale, la Lazio ha partecipato a tre edizioni di Champions League sotto di lui, a dodici di Europa League e a una di Conference. Nei ventidue anni di reggenza, sono stati rimessi a posto i conti, ma la ragioneria non è bastato per fare breccia nel cuore del popolo biancoceleste.

Lotito e Cairo, che dal 2005 non ha vinto nulla, sono invitati a togliere il disturbo. Il primo, però, non ha alcuna intenzione di mollare, come continua a ripetere. Il secondo, invece, si è detto pronto a valutare eventuali offerte, ma nessuno si è fatto sotto. Quanto sostiene Cairo è credibile, dal momento che il prodotto Serie A non è esattamente così appetibile. Anche nel mondo del calcio, a comandare è la legge della domanda e dell’offerta

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