INTERVISTE
Totti: “26 maggio 2013? Non ci ho dormito per un po’ di giorni”
In un’intervista ai microfoni di Betsson Sport, Francesco Totti ha risposto a numerose domande scomode su momenti salienti, e spesso difficili, della sua carriera; ecco le sue parole sulla rivalità con la Lazio e il derby in finale di Coppa Italia.
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Le parole di Totti nell’intervista sulla rivalità con la Lazio e i derby
“Chi mi ha messo più in difficoltà tra uno juventino e un laziale? Sono due squadre che non amo, sono diverse dal mio contesto. Sempre con ammirazione e rispetto ci sono stati dei giocatori. Nomi? No è troppo. Direi uno juventino. Della Lazio nessuno“
Genero Laziale o retrocessione?
“Meglio un genero laziale o la retrocessione della Roma? Un genero laziale. Anche perché ce l’avevo [ride n.d.r.]”.
Sulla finale di Coppa Italia persa contro la Lazio
“Una partita non bella. Però contro i cugini è sempre una partita diversa, una partita a sé. Siete stati bravi, avete vinto per uno sbaglio nostro, giustamente. E alla fine, stringendo il limone, abbiamo perso la finale. Se ci fosse stata il Milan o l’Inter, sarebbe stato uguale. Mi è pesato in quel momento, in quel contesto. Adesso ci dormo tranquillo, non ci ripenso più, ormai è passato, sono passati vent’anni quasi. Diciamo che non ci ho dormito per un po’ di giorni. Però poi sei un professionista, sei un calciatore, devi andare avanti. Preferisco il passaggio il 17 giugno 2001″.
Sulla colpa della sconfitta
“Mi sono dato la colpa per quella finale. Non perché ero il capitano, ma perché non mi sono espresso come dovevo. Tutta la squadra ha sentito più la partita rispetto ai cugini. Quando c’è la partita Roma-Lazio c’è sempre la pressione. Poi nei tempi nostri c’era più pressione e volevamo vincere. Volevamo vincere perché c’era la finale più che altro. Ci sono delle partite che il capitano non riesce a ribaltarle. Ma se non c’è il capitano ci sono pure altre dieci persone che la possono ribaltare. Non è che perché hai la fascia la devi ribaltare te. Però mi assumo le mie responsabilità. Se la rigiocherei? Sì, giocherei tante partite. Sicuramente rigiocandola hai un’altra chance. Può darsi pure che la riperdiamo un’altra volta”.
Sul compagno che eliminerebbe
“Neanche mi ricordo chi ha giocato precisamente. Io non eliminerei nessuno. Perché alla fine sono stati i miei compagni in squadra e per me il rispetto è la prima cosa. Anche se non vado d’accordo con qualcuno, quando giochi con me sei sempre parte di me e della squadra. Non c’è uno in particolare che dico, no, questo non deve giocare o quello va affatto male. Probabilmente il primo ero io che dovevo uscire fuori forse”.
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