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TROGLIO descrive GENTILETTI: “Somiglia ad HEINZE: è un leader. Ricordo ancora il suo esordio: fece un autogol, però…”

L’ex biancoceleste ha allenato il giocatore quando era alla guida del Gimnasia La Plata…

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NOTIZIE LAZIO – Dopo le visite mediche di ieri, a breve arriverà la comunicazione del passaggio ufficiale di Santiago GENTILETTI dal San Lorenzo alla LAZIO. In attesa di scoprirlo sul campo, un grande ex biancoceleste, Pedro TROGLIO, fornisce un’ampia descrizione del giocatore avendolo allenato nove anni fa quando era alla guida del Gimnasia La Plata. Ecco le sue parole a lalaziosiamonoi:

Santiago Gentiletti è un giocatore della Lazio, manca solo l’ufficialità. Possiamo parlare di ‘colpo’?
“E’ un acquisto importante per la Lazio, io l’ho fatto esordire in Serie A nel 2005. E’ bravo con i piedi, è abile nel gioco aereo sia in difesa che in attacco, è veramente un giocatore da tenere in considerazione. Ha vinto in titolo in Argentina, la Coppa Libertadores qualche giorno fa con il San Lorenzo. E’ molto abile anche in marcatura”.

E l’aspetto caratteriale?
“E un bravo ragazzo, con un carattere forte. E’ un vero leader in campo…”.

A chi lo possiamo paragonare?
“E’ difficile, non voglio esagerare. Per come sta in campo, per la capacità di fare la differenza, lo possiamo paragonare a un Baresi, con le opportune cautele del caso. Per caratteristiche tecniche è un marcatore alla Heinze, usa molto bene il colpo di testa. Non è uno di quei centrali duri, che non sa trattare la palla”.

La Lazio lo segue dal 2010, ti ha mai chiamato per una consulenza?
“No assolutamente, non mi hanno mai chiamato. Da un paio d’anni a questa parte, da quando ha vinto il titolo con l’Argentinos Juniors, è diventato un vero giocatore. Quando ha esordito in prima squadra era ancora acerbo e debole, ora è diventato forte, sta giocando alla grande, ha le qualità per mettersi in mostra nel calcio italiano. E’ nel pieno della maturità, è pronto per un palcoscenico importante”.

Può agire in diverse posizioni, dove lo vedi meglio in Italia?
“Il ruolo che più gli si addice è quello di centrale sinistro in una linea a quattro. Può giocare anche come terzino sinistro, all’occorrenza anche come centrocampista davanti alla difesa, ma per caratteristiche lo vedo come centrale”.

Ti ricordi il suo primo giorno di scuola?
“Il giorno che ha esordito in prima squadra arrivò un traversone da sinistra, lui ha voluto respingere e realizzò un autogol. La partita seguente è stato il migliore in campo, questo dimostra tutto il suo temperamento. Era un ragazzo giovane, che ebbe la sfortuna di trovare l’autorete all’esordio, ma poi si riscattò alla grande. Un giocatore veramente di personalità”.

In quali aspetti è migliorato maggiormente dai tempi della prima esperienza nel tuo Gimnasia La Plata?
“E’ migliorato moltissimo nella marcatura, nella pressione nei confronti dell’attaccante. Adesso è veloce a contrastare l’avversario, ed è anche bravo nell’uno contro uno. E’ migliorato molto anche a livello di personalità, sbaglia di meno, ha vinto trofei importanti che gli hanno permesso di stare più tranquillo in campo”.

Dove può ancora migliorare?
“Il calcio italiano gli darà molta più cattiveria in marcatura contro i migliori giocatori del mondo, non sarà semplice. Penso possa migliorare in questo aspetto…”.

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