INTERVISTE
Vieri: “Finale? Occhio alla Lazio, avrà il coltello fra i denti”
In vista della finale di Coppa Italia, Lazio Inter, i taccuini della Gazzetta dello Sport hanno raggiunto Christian Vieri per un’intervista in cui il bomber ha parlato della situazione attuale delle due squadre, del suo passato in biancoceleste e in nerazzurro, e, inevitabilmente, anche dell’atto finale della competizione. Ecco un estratto delle sue parole.
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Le parole di Christian Vieri nell’intervista sulla Lazio e l’Inter
“Stavolta le motivazioni sono a mille, c’è un trofeo in mezzo da vincere: cambia tutto. L ’Inter tiene parecchio al doblete e ha già cancellato la grande gioia dello scudetto: è di gran lunga la squadra migliore in Italia, lo ha dimostrato durante tutto l’anno e parte ovviamente favorita. Ma occhio alla Lazio: ha avuto mille problemi quest’anno, ma una vittoria può riscattare l’amarezza e questo ti manda in campo con il coltello tra i denti. Fa bene Chivu a dire che si aspetta una partita completamente diversa. Anzi, sarà spettacolare…”.
Sul fatto di non essere un simbolo della Lazio nonostante i gol pesanti
“A Birmingham, finale di Coppa delle Coppe. Sono legatissimo a quel trofeo e anche a quella maglia: a Roma sono stato da Dio, avevamo una squadra incredibile e un allenatore gentiluomo come Eriksson. C’era Sinisa, e questa è anche la sua partita. Se non mi fossi fatto male al ginocchio subito, avremmo vinto pure lo scudetto, ne sono sicuro. La Lazio è una parte importantissima della mia storia”.
Sulla protesta dei tifosi
“È una squadra fatta di uomini veri: la contestazione dei tifosi non riguarda certo loro, ma la società. I giocatori vanno applauditi perché, vi assicuro, è deprimente giocare davanti a 5mila persone. Anche il lavoro di Sarri è stato sottovalutato: ha tenuto insieme tutto con grandissima dignità ed esperienza, è diventato il punto di riferimento provando a isolare i suoi, ma non è facile. Però il lavoro paga sempre, altrimenti non sarebbe di nuovo in finale di Coppa Italia. Il ritorno del pubblico, però, può essere il fattore chiave: il popolo laziale ha voglia di tifare. Escludo che i giocatori affronteranno la partita con la stessa attitudine di sabato”.
Sui singoli
“Zaccagni è il giocatore forse più imprevedibile, ma la rosa della Lazio per me è di alto livello, meritava tutt’altra classifica in condizioni normali. E poi c’è il portiere, Motta, anche perché su questo risultato ci sono le sue mani: quando mai avevamo visto parare quattro rigori in un colpo solo? Nessuno di loro ha mollato e hanno l’occasione di togliersi uno sfizio: sono sfavoriti, visti i rivali, ma la finale è aperta”.
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